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di Nando Silvestri
Che l’ Italia invecchi e innalzi l’età media dei suoi cittadini e’ un mantra trito e ritrito che non ha certi bisogno di dimostrazioni. Lustri di sperperi di denaro e inettitudine amministrativa hanno spinto il Bel Paese nel baratro socio economico fino a modificare la percezione della famiglia, la propensione alla procreazione e le scelte lavorative, peraltro sempre più delocalizzate. La priorità evidente e’ diventata la sopravvivenza economica dell’individuo a qualunque costo, anche a quello di restare soli, a scapito di unioni, convivenze e matrimoni. Secondo l’ Istat il calo delle nascite, la diminuzione dei giovani e l’ aumento degli anziani hanno determinato un aumento dell’età media dei cittadini italiani a circa 46 anni. Secondo le rilevazioni dell’ Istituto Italiano di Statistica, nel 2024, in Irpinia l’età media era di 46,9 anni, mentre in Alta Irpinia e nel Vallo di Lauro era di circa 49 anni. Va detto che in Irpinia l’età media e’ aumentata di circa il 15% l’ anno rispetto al 2002, quando il riferimento era di soli 42 anni. Per capire meglio l’ entità del fenomeno, in Irpinia, basta pensare che per ogni 100 ragazzi fra 0 e 14 anni ci sono 200 over 65. Al tempo stesso gli over 80 irpini stimati nel prossimo triennio saranno di circa 35000 unità. Secondo i calcoli dell’istituto Domina, che si occupa di rilevazioni del lavoro domiciliare, in Irpinia serviranno 7200 badanti, colf e assistenti familiari in più rispetto a quante ne offre attualmente il mercato. Ciò significa che la spesa per accudire anziani, malati cronici e over 65 con disabilità varie e’ destinata ad aumentare , tenuto anche conto che quella eseguita dai Comuni irpini in sostegni logistici e assistenziali agli anziani e’ già arrivata al limite. In termini pratici i fondi destinati all’ assistenza degli anziani irpini non andranno ad irrorare il circuito monetario territoriale ma quello dei paesi esteri dai quali provengono le assistenti familiari. Si tratta di cospicue somme di denaro che verranno sottratte anche ai risparmi delle stesse famiglie irpine per garantire il sostegno ai familiari più avanti negli anni. Se la domanda di badanti sale rispetto all’offerta, aumenta anche il loro prezzo, ovvero il loro compenso: un incremento che sarà acuito dalle difficoltà create dalla assenza di centri diurni, RSA, comunicazioni, reti viarie e infrastrutture idonee a garantire i collegamenti. Del resto l’ Irpinia e’ la seconda provincia più vasta per estensione territoriale in tutta la Campania dopo quella di Salerno. E molti anziani che si trovano quasi confinati in borghi, paesi montani, spesso con meno di 2000 abitanti e regioni collinari presentano maggiori criticità e difficoltà per quanto concerne la raggiungibilità domiciliare. Le badanti preferiscono lavorare nelle aree più prossime al capoluogo di Avellino e le complicanze derivanti dall’isolamento ricorrente degli anziani non farà altro che aumentare le loro richieste economiche con ovvie conseguenze. Insomma, la desertificazione dei paesi irpini indotta dall’emigrazione dei giovani complica non poco la vita degli individui più anziani costretti a sopportare il dramma della solitudine e quello della sopravvivenza quotidiana. L’ auspicio e’ che i giovani irpini residui possano almeno attingere esperienze e più motivanti risorse morali proprio dalla presenza più massiva di anziani e maturare così più velocemente.