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Sono trascorsi sei anni da quel 17 aprile 2020, una data che ha segnato profondamente la comunità di Saviano. In piena emergenza sanitaria, nel momento più drammatico della pandemia di COVID-19, si spegneva Carmine Sommese, medico e sindaco, figura che ha incarnato fino all’ultimo il senso più autentico del servizio.
Prima di tutto medico
Prima ancora che amministratore, Carmine Sommese era un medico. Una professione vissuta non solo come lavoro, ma come missione quotidiana al servizio degli altri. La sua formazione e la sua esperienza lo avevano reso un punto di riferimento per tanti cittadini, soprattutto nei momenti di bisogno.
Durante l’emergenza sanitaria, questo ruolo assunse un significato ancora più profondo: essere medico voleva dire essere in prima linea, affrontare l’incertezza e il rischio, senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità.
Un sindaco vicino alla sua gente
Accanto alla professione medica, Sommese ha portato avanti con impegno anche il suo ruolo di sindaco, mantenendo sempre un contatto diretto con la comunità. La sua capacità di ascolto e la presenza costante sul territorio lo hanno reso una figura stimata e riconosciuta.
Il ricordo di una comunità
A distanza di sei anni, Saviano continua a ricordarlo con affetto e rispetto. Non solo per ciò che ha fatto, ma per come lo ha fatto: con umanità, dedizione e senso del dovere.
Il suo ricordo è legato a doppio filo a quei giorni difficili del 2020, quando il COVID-19 colpiva duramente e metteva a dura prova l’intero sistema sanitario e sociale.
Un esempio che resta nel tempo
La figura di Carmine Sommese resta oggi simbolo di impegno e responsabilità. Medico e amministratore, ha rappresentato un modello di servizio pubblico che unisce competenza e vicinanza alle persone.
Sei anni dopo, il suo nome continua a vivere nella memoria della sua comunità, come testimonianza di una vita dedicata agli altri.