Solofra, maxi operazione contro il riciclaggio: 13 misure cautelari e frodi per centinaia di milioni

Solofra, maxi operazione contro il riciclaggio: 13 misure cautelari e frodi per centinaia di milioni

Importante operazione della Guardia di Finanza a Solofra, dove i militari hanno eseguito un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Avellino nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica.

Il provvedimento ha disposto 13 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di capitali di provenienza illecita, derivanti principalmente da frodi fiscali.

Nel dettaglio, sono stati eseguiti:

  • 8 arresti domiciliari
  • 3 obblighi di dimora
  • 2 misure interdittive con divieto temporaneo di esercizio dell’attività professionale

Le indagini, avviate attraverso un’attività di monitoraggio economico del territorio, hanno consentito di ricostruire un articolato sistema fraudolento basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti e sul successivo riciclaggio dei proventi illeciti.

Al centro del meccanismo, l’utilizzo di società “cartiere” intestate a prestanome, attraverso le quali venivano gestite operazioni fittizie e flussi di denaro illeciti, anche finalizzati all’ottenimento fraudolento di contributi statali nel periodo del lockdown legato all’emergenza Covid.

Flussi di denaro e dimensioni dell’inchiesta

L’inchiesta ha fatto emergere numeri rilevanti:

  • circa 450 milioni di euro di operazioni sospette
  • oltre 35 milioni di euro trasferiti verso l’estero, in particolare verso Cina e Turchia
  • un volume di fatture false pari a circa 350 milioni di euro

Gli indagati, secondo quanto emerso, si avvalevano anche di prestanome che, pur risultando formalmente percettori di redditi modesti, conducevano uno stile di vita elevato.

Fondamentali per la ricostruzione del quadro accusatorio sono state le attività investigative svolte dalla Guardia di Finanza, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi dei flussi finanziari, pedinamenti e l’utilizzo di strumenti tecnologici come GPS e droni.

Le operazioni hanno inoltre portato al sequestro di denaro contante e somme depositate sui conti correnti per circa un milione di euro.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, rappresenta un significativo intervento contro i fenomeni di criminalità economica sul territorio irpino, evidenziando l’esistenza di un sistema strutturato e capace di movimentare ingenti risorse anche su scala internazionale.