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Il 2 aprile si celebra la giornata di sensibilizzazione sulle problematiche legate all’autismo. In Italia circa ottocentomila soggetti sono affetti dallo spettro autistico ed in percentuale un bambino su settantasette ha dei comportamenti riconducibili a tale problematica. Al di là delle celebrazioni e dei numeri, poniamo la nostra attenzione sul sistema di inclusione in vigore nel nostro Paese, partendo da alcuni specifici aspetti!
La famiglia risulta essere il primo presidio socio-affettivo per i bambini affetti da disabilità, nel coacervo delle relazioni familiari si realizzano i primi atteggiamenti di accoglienza, cura e protezione verso la persona disabile. Un nucleo familiare che dovrebbe essere sostenuto da interventi di supporto socio-sanitario, ad opera degli organismi presenti sul territorio dei cosiddetti piani di zona, afferenti alle A.S.L. competenti per territorio, cosa che non sempre si realizza! Gli Enti Locali dovrebbero attivare una “rete di servizi” a favore dei soggetti disabili, finalizzata al coadiuvo delle azioni educative intrafamiliari e scolastiche, ma non sempre tali presidi vengono posti in essere nei vari comuni. La scuola dovrebbe essere finanziata in maniera più congrua da parte del M.I.M. e dalle Regioni, affinché fondi e risorse professionali possano agire effettivamente al fianco della funzione docente, per promuovere percorsi educativi e progetti finalizzati alla piena integrazione nel gruppo-classe e in programmi finalizzati al miglioramento delle autonomie degli alunni con disabilità. Anche gli enti del terzo settore dovrebbero creare collaborazione e condivisione nei singoli territori, affinché “il soggetto disabile” non venga visto come “un cittadino di serie B”, ma venga innalzato al ruolo di uomo o donna con una specifica dignità e potenzialmente con un ruolo da spendere nell’intera società. Anche la Chiesa dovrebbe imboccare la strada che porta ad una reale consapevolezza della presenza di fedeli con disabilità, attivando precise catechesi capaci di portare ad una reale consapevolezza dei singoli sacramenti da assumere.
Caro lettore, come potrai aver compreso dalla lettura di questo articolo, tanta strada bisogna ancora percorrere per “il riscatto” delle persone disabili che potrà verificarsi solo in presenza di un radicale cambio di mentalità, capace di vedere nell’inclusione qualcosa di normale e insieme di vitale!
Coordinatore Forum delle persone disabili
Vincenzo Serpico