Sant’Anastasia, i “fujenti” tra fede e identità: verso il Lunedì in Albis del 6 aprile

Sant’Anastasia, i “fujenti” tra fede e identità: verso il Lunedì in Albis del 6 aprile

SANT’ANASTASIA – Un momento di riflessione, ma anche di forte identità culturale e religiosa, quello che si è svolto nella Sala Conferenze del Santuario della Madonna dell’Arco, dove si è discusso della tradizione dei “fujenti”, simbolo di fede popolare che attraversa i secoli.

A raccontarlo è il sindaco Carmine Esposito, che ha preso parte all’incontro dedicato a una delle espressioni più radicate della devozione campana. Un dialogo aperto, organizzato dal rettore del Santuario, padre Gianpaolo Pagano, che ha permesso di approfondire il significato di un rito che si rinnova da ben 576 anni.

I “fujenti” rappresentano molto più di una tradizione: sono il segno di una fede tramandata di generazione in generazione, un cammino che unisce spiritualità, sacrificio e appartenenza. Un legame profondo con il territorio che trova la sua massima espressione nel Lunedì in Albis, quest’anno previsto per il 6 aprile, data che coincide simbolicamente con il giorno del miracolo del 1450 da cui tutto ebbe origine.

Non è un caso che proprio questa tradizione sia al centro del percorso avviato dall’amministrazione comunale per la candidatura UNESCO. L’obiettivo è quello di ottenere un riconoscimento internazionale per un patrimonio immateriale che racconta la storia e l’anima di un’intera comunità.

Nel corso della serata è stata presentata anche la nuova guida del Santuario della Madonna dell’Arco, pensata per offrire a fedeli e visitatori uno strumento utile per conoscere più a fondo la storia del luogo e il valore del culto.

Intanto, in vista del grande appuntamento del 6 aprile, è già in moto la macchina organizzativa. Il Comune, insieme alla Questura, alle forze dell’ordine, alla Polizia Municipale, alla Protezione Civile, alla Croce Rossa e a numerosi volontari, sta lavorando per garantire che la giornata si svolga in piena sicurezza.

Un evento che ogni anno richiama migliaia di fedeli e che, ancora una volta, si prepara a trasformarsi in una giornata di fede, tradizione e partecipazione collettiva.