Tra Piazza e Palazzo: i Balilla di Sirignano e l’enigma di una fotografia tra anni ’20 e ’40

Tra Piazza e Palazzo: i Balilla di Sirignano e l’enigma di una fotografia tra anni ’20 e ’40

​di Michele Acierno

Tra Piazza e Palazzo: i Balilla di Sirignano e l’enigma di una fotografia tra anni ’20 e ’40​Esistono frammenti di storia che restano impigliati tra le trame di una vecchia fotografia, pronti a riemergere per raccontarci chi eravamo. Qualche tempo fa, queste immagini sono state pubblicate in una rivista storica come un “Omaggio a Sirignano degli anni ’40”, ma a un occhio attento i dettagli raccontano una verità più complessa. Non sono solo volti di giovani; sono testimonianze silenziose di un’epoca dove ogni gesto pubblico era un rito e ogni spazio un simbolo. In questo viaggio a ritroso, varchiamo la soglia di Palazzo Caravita e torniamo nel cuore pulsante di Sirignano, lì dove l’eco dei passi dei giovani ginnasti risuonava tra le mura della nobiltà e il selciato della piazza.

​PIAZZA PRINCIPESSA ROSA: IL TEATRO DELLA VITA CIVILE

​Negli anni del regime, la vita di Sirignano ruotava attorno a un baricentro preciso: Piazza Principessa Rosa. Era qui che il potere e la quotidianità si incontravano. La Piazza non era solo un luogo di passaggio, ma il fulcro di un’organizzazione sociale capillare: da un lato le Scuole dell’Obbligo, dove si formavano le menti, e dall’altro il Dopolavoro, centro nevralgico della propaganda e dell’aggregazione sociale. In questo perimetro, tra la Chiesa, la Casa Comunale e il palazzo nobiliare, si rifletteva l’ordine voluto dall’epoca.
​L’AUTORITÀ: IL CAVALIERE SERAFINO DE LUCIA
​A reggere le sorti del paese in questo clima di trasformazione fu il Cav. Serafino De Lucia (1891 – 1974). Figura di spicco e di autorità, egli interpretò il ruolo di guida — prima come Sindaco e poi come Podestà — in un periodo in cui il rigore amministrativo doveva coincidere con la fedeltà alle direttive centrali. Sotto il suo sguardo, Sirignano mantenne quel decoro istituzionale che ancora oggi traspare dalla fierezza di questi scatti.
Tra Piazza e Palazzo: i Balilla di Sirignano e l’enigma di una fotografia tra anni ’20 e ’40​L’ENIGMA DELLA DIVISA: UN PONTE TRA DECENNI
​Le magliette bianche indossate dai ragazzi portano un segno che ci riporta inequivocabilmente agli anni ’20: il Fascio Littorio. Sebbene la rivista collochi le foto negli anni ’40, la presenza di queste divise dei “Balilla” apre un’ipotesi affascinante e profondamente umana: il riutilizzo. In un’epoca segnata dalle restrizioni della guerra e dalla scarsità di materie prime, è probabile che le divise degli anni ’20 siano state conservate con cura e usate dai ragazzi degli anni ’40. Un passaggio di testimone tra fratelli maggiori e minori, unendo due decenni sotto lo stesso abito ufficiale per dare solennità all’evento davanti alle autorità.
​IL SAGGIO GINNICO: DISCIPLINA TRA LE MURA DEL PRINCIPE
​Perché scegliere la corte di Palazzo Caravita per questi esercizi? Se la Piazza era il potere pubblico, il Palazzo era il prestigio storico. Vedere i ragazzi impegnati in esercizi di atletica leggera e ginnastica sincronizzata (come lo slancio e la tenuta delle braccia in alto) all’interno del cortile dei Principi, significava sancire un patto tra il popolo e la sua storia nobiliare. Non erano semplici movimenti fisici, ma una dimostrazione di coordinazione e obbedienza: un corpo unico che si muoveva all’unisono, specchio di una società che aspirava alla perfezione formale.
​OMBRE E LUCI: TRA RIGORE E LIBERTÀ
​Ma dietro la precisione di quegli allineamenti, batteva il cuore di una Sirignano complessa. Se il Podestà garantiva l’ordine e il Dopolavoro scandiva il tempo libero, nel silenzio delle coscienze nasceva il seme dell’antifascismo. Quel rigore, che negli anni ’20 sembrava incrollabile, avrebbe dovuto fare i conti con i venti di libertà degli anni ’40, il periodo in cui la struttura del regime iniziò a vacillare verso la nuova democrazia. Questi ragazzi, con le braccia tese verso il cielo nel cortile di un principe, restano oggi il simbolo di una generazione che ha vissuto il peso della disciplina, ma che ha saputo traghettare Sirignano verso la modernità.
​NOTA STORICA:
Qualora la datazione della rivista fosse corretta e le foto fossero state effettivamente scattate nel 1940, l’evento si sarebbe svolto sotto l’amministrazione del Cav. Dott. Aniello Fiordelisi, che in quell’anno ricopriva la carica di Podestà di Sirignano, succedendo alla lunga stagione amministrativa di Serafino De Lucia. Questo confermerebbe ulteriormente la tesi del riutilizzo delle divise degli anni ’20 in un periodo di piena restrizione bellica.