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In qualità di Segretario del Circolo del Partito Democratico di Serino, avverto la necessità di intervenire nel dibattito che in questi giorni sta occupando i mezzi di informazione e i social riguardo al nostro prossimo Congresso Provinciale.
Sento troppo spesso dare spazio a poche, isolate voci di dissenso, come se queste fossero l’unica realtà del nostro percorso democratico. Mi preme sottolineare che esiste una comunità di donne e uomini che lavora con dedizione alla costruzione di un sistema complesso che, seppur migliorabile, è vivo e vegeto! Trovo che sia una brutta abitudine, tutta italiana, quella di amplificare solo chi rema contro, ignorando chi costruisce.
A chi oggi rivendica una presunta mancanza di discussione o di strutturazione del partito, mi sento di chiedere con estrema franchezza: ma voi, in questi anni, dove siete stati?
Il Partito non è una macchina a cui si può chiedere un rendimento a comando; è una struttura organica fatta di persone che contribuiscono volontariamente alla sua crescita. Prima di rivendicare posizioni o ruoli, dovremmo tutti rivendicare il lavoro fatto per il territorio. E, a guardare bene, da parte di chi oggi critica si vede davvero poco lavoro e molta pretesa.
Rivendico con orgoglio due punti fondamentali di questo Congresso 2026:
1. Un tesseramento finalmente “giusto”: Per la prima volta il PD irpino si presenta al congresso senza i soliti “padroni delle tessere”. Abbiamo un tesseramento in linea con gli anni precedenti, ma finalmente digitale, trasparente e reale. Sebbene rifletta la generale stanchezza dei cittadini verso la politica, di una cosa siamo certi: i democratici irpini in questo congresso non sono numeri gonfiati, ma persone in carne e ossa.
2. Il valore del pluralismo: La mia storia politica affonda le radici nella sinistra di base; porto nel mio DNA il rispetto per le minoranze. Ma attenzione: le minoranze devono rappresentare un’alternativa di pensiero, non la mera testimonianza di interessi di pochi. Solo così possono ambire a diventare maggioranza. Se restano arroccate a difesa di interessi particolari, non troveranno mai il riscontro della base.
In conclusione, mi auguro che gli organi di stampa sappiano raccontare il Congresso del PD Irpino non come una lite per fare audience, ma come un momento altissimo di confronto e di contributo di idee per la politica locale.
Torniamo a celebrare i congressi di circolo e quello provinciale come la più bella forma di manifestazione democratica, specialmente nelle nostre aree interne, ormai troppo spesso aride di politica e di partecipazione.