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Secondo giorno consecutivo di protesta davanti alla sede centrale del Liceo “Giosuè Carducci” di Nola, dove studentesse e studenti hanno deciso di non entrare in classe per denunciare una situazione che definiscono ormai insostenibile: l’assenza del riscaldamento negli ambienti scolastici.
Un grande striscione affisso ai cancelli della scuola riassume il senso della mobilitazione:
“Diritto allo studio in ambiente salubre!!! No al freddo – Liceo Carducci”.
Riscaldamenti spenti da novembre
Secondo quanto riferito dagli studenti, il sistema di riscaldamento, che dovrebbe essere regolarmente attivo già dal mese di novembre, non è mai entrato realmente in funzione, costringendo intere classi a seguire le lezioni in aule gelide, con temperature spesso incompatibili con la permanenza prolungata in classe.
“Studiare al freddo non è solo scomodo, è un problema di salute e di dignità”, spiegano alcuni rappresentanti degli studenti. Cappotti indossati durante le lezioni, mani intirizzite, concentrazione ridotta e frequenti assenze sono diventati la normalità.
Una protesta per il diritto allo studio
La decisione di organizzare una mattinata senza scuola nasce dalla volontà di richiamare l’attenzione delle istituzioni competenti su una problematica che incide direttamente sul diritto allo studio in un ambiente salubre e sicuro, come sancito anche dalle normative vigenti.
Gli studenti chiedono interventi immediati per il ripristino del riscaldamento e un confronto serio con la dirigenza scolastica e gli enti responsabili della manutenzione dell’edificio.
In attesa di risposte
Al momento, nonostante le segnalazioni e le richieste formali già avanzate, la situazione resta invariata. La mobilitazione, fanno sapere gli studenti, potrebbe proseguire nei prossimi giorni qualora non arrivassero soluzioni concrete.
Un disagio che non è soltanto logistico, ma che tocca il cuore stesso della scuola pubblica: garantire condizioni dignitose per poter studiare, crescere e formarsi.


