Baiano. All’Incontro, che storie… le vignette del Roditore, con bersagli a largo campo. Carmine Montella e i beffardi sbuffi dell’irriverente ironia e della satira veritiera…

Baiano. All’Incontro, che storie… le vignette del Roditore, con bersagli a largo campo. Carmine Montella  e i beffardi sbuffi dell’irriverente ironia e della satira veritiera…

 di Gianni Amodeo

              Fili che si dipanano e, al contempo, s’infittiscono e intrecciano. Ed ecco, comporsi in tessitura organica le tematiche di saggi e testi di vario genere, in correlazione  con gli incisivi tributi, resi  al verseggiare ora in italiano, ora, e, per lo più, in dialetto napoletano, connotati da quelle … cadenze e varianti d’accento, che, specie in dizione e lettura a piena voce, sono distintive e peculiari dell’area, la cui storia s’intreccia con Avella, la millenaria Abella, fondata dagli Osci, tra i popoli italici più evoluti per la civile operosità, prima della romanizzazione.

E’ la tessitura, che fa da specchio e viva testimonianza del rapporto di  narrazione scritta che il professore Carmine Montella, fin dagli anni giovanili,  viene in pienezza esaustiva con la comunità cittadina e la vita locale, per convinzione risoluta ed  in virtù anche del fecondo ancoraggio con l’attività professionale che ha esercitato per oltre 40 anni nel pianetaScuola. Un ancoraggio di lavoro didattico, che corre dalle pluriclassi delle Elementari pubblica di Trevico – il Comune, che conta  800 abitanti ed unico in Campania, con insediamento a mt.1092 d’altitudine -,  a Cicciano, operando tra le classi dell’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli e dell’Ipsseoa Carmine Russo, nella città metropolitana di Napoli.    

            Un percorso di presentazione e di conoscenza  della produzione di Carmine Montella, curato nei dettagli e nella visione complessiva da Carlo Melissa, nel quadro delle iniziative de LIncontro per la riscoperta degli autori, impegnati nella riscoperta e nella valorizzazione del territorio. Un percorso, che il 16 novembre scorso, proprio nei locali del sodalizio di via Luigi Napolitano ha vissuto la prima sessione, estraendo e ponendo … in vetrina, per dir così, il fior da fiore dei 42 testi e saggi – con la sezione poetica a se stante-, elaborati e scritti da Montella. Una rivisitazione approfondita ed aperta ad ampio raggio nel serrato dialogo, che svilupparono l’autore e chi scrive queste righe, riscoprendo tanti aspetti di vita locale.

Il percorso, ch’era stato aperto il 16 novembre del 2025, si è concluso … formalmente, restando aperti tanti altri … e beneaugurati itinerari ancora da seguire, il 24 gennaio del nuovo anno, con la sessione dedicata alla copiosa e variegata produzione delle vignette, in cui l’estro e l’inventiva di Carmine Montella, fine disegnatore, si esercitano da anni a profusione, con la necessaria dose di irriverenza maliziosa e  con sferza della satira, la cui fondatezza e credibilità  non conoscono riserve e riguardi di alcun genere, senza fare sconti specie verso i potenti. Un basilare principio di onestà mentale, che onora la satira, in grado di essere verace e veritiera, per conseguire giusti e unanimi riconoscimenti di credibilità e … coraggio, ma anche e soprattutto un  punto di metodo.

            Un dato che Montella, in premessa e nel dialogare  con lo scrivente, teneva a marcare a tutto tondo, dando senso ai contenuti delle vignette, in graduale  video-proiezione. Un racconto che permetteva di rivisitare  nella stringatezza delle nuvolette fumetto cronache di ieri e di oggi, con tanto spazio  alle vicende della mala – politica, della corruzione e malversazioni pubbliche e via proseguendo, con visione mirata sulla realtà del Sud e sui tanti malgoverni locali in pluridecennale continuazione di se stessi, al di là dei mutamenti partitici dominanti di turno …

                 Chiave  di volta del conversare, la vignetta, ispirata dal testo, intitolato La libertà, scritto nel ’72 del XX secolo e cantato da Giorgio Gaber, tra i più autentici e schietti cantaautori italiani, dalla limpida e cristallina vena poetica del disincanto ch’è amore per la vita. Una nuvoletta-fumetto, quella di Gaber, ben celebre e diffusa, che nel distico recita … La libertà non è star sopra un albero \ … libertà è partecipazione … In vignetta, il secondo elemento del distico diventa … non è star su fake  news

 Ed è un’affermazione di assoluta autorevolezza, anche se resta da verificarne l’accoglienza che può esserle riservata da destinatari \ destinatarie. E se il riferimento, come … appare,  si rapporta ai condizionamenti e alle manipolazioni in mutevole assortimento esercitati dai social, per non dire delle tecnologie connesse alla digitalizzazione diffusa, che fa saltellare come colibrì le giovanissime generazioni, ma anche quelle adulte che le precedono di vari decenni, senza soluzioni di continuità in tutte le ore della giornata, c’è più di una ragione di cui essere preoccupati. E’ il saltellare come colibrì, si traduce in forme sempre più estese di … nevrosi, tra cui primeggia … l’ insaponamento  informativo. Un discorso lungo e complesso, che richiede conoscenze e competenze che chi scrive non ha …

Di certo, il valore della libertà che fa vivere e sentire lo Stato come il Noi, all’insegna dell’esercizio attivo e responsabile della democrazia nella pace e nell’uguaglianza, senza alcuna discriminazione razziale,economica,religiosa e politica, come  cantava Giorgio Gaber, è un fattore-faro. E i lucidi interventi del medico Andrea Bellofatto, del professore Salvatore Vasco come di Carmine Montella e Adolfo De Gennaro ne fornivano un’eloquente dimostrazione.

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