Nel Mandamento Baianese è scoppiata una guerra.

Nel Mandamento Baianese è scoppiata una guerra.

Niente carri armati, niente trincee. Solo mele, arance e cartellini gialli con prezzi sempre più bassi.

Tutto è iniziato quando ha aperto un nuovo negozio di frutta e verdura. Un’apertura apparentemente innocua: qualche cassetta di mele, montagne di arance e il classico profumo di mercato. Ma quella porta che si è aperta ha dato il via a una battaglia commerciale degna delle migliori strategie militari.

Il fronte del prezzo

Prima della nuova apertura, la situazione era tranquilla:

le mele stavano comodamente sopra l’euro al chilo. Tutti contenti, margini rispettabili, pace commerciale.

Poi è arrivato il primo colpo:

0,99 € al chilo

Un prezzo psicologico, quasi una dichiarazione di guerra.

I concorrenti hanno osservato, hanno riflettuto… e hanno risposto.

L’escalation

La battaglia non si è fermata lì.

Nel giro di pochi giorni il cartellino ha subito un nuovo colpo di scena:

0,89 € al chilo

Un prezzo che ha fatto alzare più di un sopracciglio tra clienti e commercianti.

Così oggi nel Mandamento Baianese si vive una situazione curiosa:

mentre il gasolio continua a salire come se dovesse raggiungere la stratosfera, le mele scendono come in saldo permanente.

Davanti ai negozi si vedono vere e proprie piramidi di mele e arance, cassette colorate e cartelli “OFFERTA” che sembrano lampeggiare come segnali di battaglia.

I clienti passano, osservano, confrontano:

— “Da chi stanno oggi a meno?”

— “Aspetta, giro l’angolo e controllo.”

E intanto le cassette si svuotano.

La morale della storia

Se questa guerra continuerà, qualcuno scherza già dicendo che le mele finiranno per costare meno delle caramelle.

Una cosa però è certa:

in un periodo in cui tutto aumenta, nel Mandamento Baianese c’è almeno un prodotto che va controcorrente.

E non è poco.

  •  La rivoluzione? È partita dalle mele.