Domenico, il cuore arrivato congelato e le chat shock in sala operatoria: indagine sui tre errori fatali

La montagna di peluche per il piccolo Domenico davanti all'ospedale Monaldi di Napoli, 24 febbraio 2026. ANSA/ CIRO FUSCO

Domenico, il cuore arrivato congelato e le chat shock in sala operatoria: indagine sui tre errori fatali

Messaggi concitati, decisioni prese nell’emergenza e una serie di criticità procedurali finite sotto la lente della magistratura. L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli, entra nel vivo con nuovi elementi agli atti.

Tra i documenti acquisiti figurano conversazioni tra operatori sanitari scambiate nelle ore dell’intervento. In quei messaggi si fa riferimento a un cuore che “non parte” e che sarebbe arrivato refrigerato con ghiaccio secco, circostanza che avrebbe reso estremamente complessa l’estrazione dal contenitore. In uno scambio si parla apertamente di una situazione “critica”, con il tentativo di scongelare l’organo prima dell’impianto. Nonostante le difficoltà, l’equipe avrebbe deciso di procedere comunque con il trapianto.

Una relazione tecnica di circa 300 pagine, trasmessa dalla Regione Campania al Ministero della Salute, individua tre nodi centrali nella catena degli eventi: la gestione del ghiaccio durante il trasporto, il controllo del contenitore utilizzato per conservare l’organo e le comunicazioni tra le equipe coinvolte nelle diverse fasi, dall’espianto all’impianto.

Secondo quanto ricostruito, il quantitativo e la tipologia di materiale refrigerante avrebbero rappresentato un primo punto critico. A questo si aggiungerebbe la mancata verifica finale del box di trasporto e un deficit comunicativo tra i professionisti impegnati nell’intervento, anche per difficoltà linguistiche con i team stranieri coinvolti.

Nel frattempo, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha disposto la sospensione di due dirigenti medici, mentre per altri sanitari è in corso l’iter disciplinare. Sul fronte penale risultano al momento sette indagati; le contestazioni sono in fase preliminare e tutte le posizioni restano al vaglio degli inquirenti.

Nei prossimi giorni è previsto il conferimento dell’incarico per l’incidente probatorio davanti al gip di Napoli, passaggio che potrebbe portare anche all’autopsia, ritenuta fondamentale per chiarire definitivamente le cause del decesso.

La Procura mantiene il massimo riserbo, concentrando l’attenzione esclusivamente sul caso di Domenico, mentre la famiglia attende risposte su una tragedia che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.