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Si parla tanto di dimensione del campo, di civismo, ma forse agliAvellinesi interessa più capire, ad esempio, come andrà la vicenda del campo sportivo, per dirne una.
Ci chiediamo cosa arrivi, di questa fase politica, alla comunità Avellinese.
Siamo infatti convinti che, qualsiasi formula politica si voglia portare avanti, dovrebbe partire prima dalla condivisione di un’analisi della condizione della città, e di una proposta per il suo futuro, sia in termini di ordinaria amministrazione che di visone strategica.
Le formule politiche importate tra l’altro, oltre a non reggere davanti alla tradizione politica di una città come il capoluogo Irpino, rischiano di confondere idee e azione amministrativa.
Avellino deve ripartire dalle basi, da idee che guardano la vita reale delle persone, come il fattore famiglia comunale, già sperimentato ad altre latitudini Istituzionali.
Il fattore famiglia non è altro che un sistema correttivo dell’ISEE (che spesso fotografa male la reale situazione economica della famiglia), per consentire un accesso più equo ai servizi Comunali, come Scuola Bus, mensa e altro.
Può sembrare apparentemente una cosa piccola, ma quanto vale oggi per la serenità di una famiglia, magari mono reddito, risparmiare su base annua per i servizi che eroga il Comune, soprattutto se la famiglia in oggetto ha più figli?
Dobbiamo ripartire da un confronto su idee che traccino la strada del capoluogo da qui ai prossimi trent’anni, per rendere la città vivibile e attrattiva.
È dalle esigenze vere, quotidiane e strategiche, che dobbiamo ripartire”
Giuseppe Vecchione