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Dal 2026 viaggiare in autostrada potrebbe costare ancora di più. Secondo le prime anticipazioni, è infatti allo studio un nuovo aumento generalizzato dei pedaggi su tutta la rete nazionale, con una maggiorazione media stimata attorno all’1,5%. Un intervento che, se confermato, si andrebbe a sommare ai rincari già registrati negli ultimi anni, aggravando ulteriormente il costo della mobilità privata in Italia.
Il caso Napoli: la Tangenziale verso 1,05 euro
Tra i primi esempi concreti del possibile aumento figura la Tangenziale di Napoli. A partire dal 1° gennaio 2026, il pedaggio potrebbe salire fino a 1,05 euro. Al momento non si tratta ancora di una decisione ufficiale, ma la misura sarebbe coerente con la linea annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, orientata a un adeguamento delle tariffe su scala nazionale.
Una cifra apparentemente contenuta, ma che, moltiplicata per i milioni di passaggi annui, rappresenta un peso economico significativo per chi utilizza quotidianamente l’arteria, in particolare lavoratori e pendolari dell’area metropolitana partenopea.
Non solo costi: rischio rallentamenti ai caselli
Oltre all’aumento dei prezzi, cresce la preoccupazione per le conseguenze operative ai caselli. Il passaggio a una tariffa “non tonda” comporta infatti la necessità di gestire resti in moneta, con inevitabili rallentamenti nelle fasi di pagamento. Un problema tutt’altro che marginale, soprattutto in una delle tratte più trafficate del Mezzogiorno.
Per ridurre i disagi, la Tangenziale di Napoli si starebbe già muovendo in anticipo, approvvigionandosi di monete da 5 centesimi per velocizzare le operazioni e contenere l’impatto sui tempi di percorrenza. Tuttavia, il rischio di code e congestioni resta elevato, specialmente nelle ore di punta.
Mobilità sempre più costosa
Il possibile nuovo giro di aumenti riapre il dibattito sul costo della mobilità privata in Italia. Carburanti, assicurazioni, manutenzione e ora anche pedaggi: per milioni di famiglie l’automobile è una necessità, non una scelta, e ogni rincaro si traduce in un ulteriore taglio al potere d’acquisto.
Le associazioni dei consumatori chiedono trasparenza sui criteri di adeguamento delle tariffe e misure di tutela per i pendolari abituali, mentre cresce la richiesta di investimenti concreti sul trasporto pubblico, unica vera alternativa in grado di ridurre traffico, emissioni e spese per i cittadini.
Nei prossimi mesi sono attese comunicazioni ufficiali che chiariranno entità e modalità dei rincari. Intanto, una cosa appare certa: per chi viaggia ogni giorno in autostrada, il 2026 potrebbe iniziare con un conto decisamente più salato.