“ACCADDE OGGI”. 1865–2026, 161 anni fa l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti

ACCADDE OGGI. 1865–2026, 161 anni fa l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti

Nel 1865, esattamente 161 anni fa, gli Stati Uniti d’America compivano uno dei passaggi più decisivi e dolorosi della propria storia: l’abolizione della schiavitù. Un atto formale, ma carico di conseguenze profonde, che arrivò al termine della sanguinosa Guerra di Secessione e pose fine, almeno sul piano giuridico, a un sistema fondato sulla negazione della libertà e della dignità umana.

Il 31 gennaio 1865 il Congresso approvò il XIII Emendamento della Costituzione, ratificato dagli Stati nel dicembre dello stesso anno. Il testo sanciva in modo netto:

«La schiavitù o altra forma di costrizione personale non potranno essere ammesse negli Stati Uniti, o in luogo alcuno soggetto alla loro giurisdizione, se non come punizione di un reato per il quale l’imputato sia stato regolarmente condannato».

Con queste parole veniva messo ufficialmente fine a oltre due secoli di schiavitù legale, che aveva coinvolto milioni di uomini, donne e bambini di origine africana, deportati e ridotti in condizioni disumane nelle piantagioni del Sud.

L’abolizione rappresentò una svolta epocale, ma non significò automaticamente uguaglianza. Alla fine della schiavitù seguirono anni di forti tensioni sociali, discriminazioni razziali e nuove forme di esclusione, spesso legittimate proprio dalla clausola contenuta nell’emendamento, che consentiva il lavoro forzato come pena detentiva.

A 160 anni di distanza, quella data resta una pietra miliare nella storia dei diritti civili, ma anche un monito. La fine formale della schiavitù non coincise con la fine del razzismo, delle disuguaglianze e delle ingiustizie, che continuano a interrogare la società americana e il mondo intero.

Ricordare il 1865 significa dunque non solo celebrare una conquista di civiltà, ma anche riflettere sul lungo e complesso cammino che ancora oggi accompagna la piena realizzazione dei principi di libertà e uguaglianza.