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Una festa di Capodanno si è trasformata in tragedia nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio nella rinomata stazione sciistica di Crans-Montana, nel canton Vallese (Svizzera). Un’esplosione seguita da un violento incendio ha devastato il bar “Le Constellation”, dove erano in corso i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno.
L’incidente è avvenuto intorno all’1:30 di notte mentre nel locale, con capienza fino a 400 persone, erano presenti oltre un centinaio di avventori.
Secondo le autorità cantonali, almeno 40 persone hanno perso la vita nell’esplosione e nel rogo successivo, e circa 100 sono rimaste ferite, molte in condizioni gravi a causa di ustioni e traumi riportati nel fuoco.
Le vittime non sono immediatamente riconoscibili a causa delle gravi ustioni riportate, ha riferito la Farnesina, che ha anche annunciato l’attivazione di un’unità operativa per verificare il possibile coinvolgimento di cittadini italiani tra i presenti.
Le autorità locali hanno escluso che si tratti di un atto terroristico, indicando l’incendio come causa principale dell’esplosione. Le indagini sono in corso per chiarire l’origine esatta dell’accaduto, anche se alcune fonti ipotizzano che dispositivi pirotecnici utilizzati durante la festa possano aver innescato il rogo.
La scena della tragedia è stata completamente isolata: l’area intorno al bar è stata transennata e le autorità hanno imposto una no-fly zone sulla zona per facilitare le operazioni di soccorso e indagine.
Le squadre di emergenza, tra cui polizia, vigili del fuoco, ambulanze ed elicotteri (anche di soccorso internazionale), sono al lavoro da ore per assistere i feriti e completare le operazioni di identificazione delle vittime.
Il sindaco locale ha descritto la scena come un “incubo” e ha espresso profonda solidarietà alle famiglie delle vittime, mentre gli ospedali della regione sono sotto forte pressione per gestire l’afflusso dei feriti.
Le autorità svizzere e italiane continueranno a fornire aggiornamenti nelle prossime ore, con un’attenzione particolare alla possibile presenza di cittadini stranieri tra i feriti e i deceduti.