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Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica irpina.
Il provvedimento restrittivo della libertà personale riguarda un 49enne e un 19enne di Atripalda, rispettivamente padre e figlio, già sottoposti ad altre misure limitative, gravemente indiziati – allo stato delle indagini preliminari – del reato di tentato omicidio in concorso.
I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 aprile scorso. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dall’Autorità Giudiziaria ed eseguita dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino, i due indagati, agendo con ruoli distinti ma in concorso tra loro, avrebbero posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di più persone, utilizzando un’arma da fuoco illegalmente detenuta, rinvenuta nel corso di perquisizione e sottoposta a sequestro.
In particolare, uno degli indagati avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo, sia in direzione delle persone offese sia verso l’abitazione delle stesse. L’evento non si è verificato per cause indipendenti dalla volontà degli indagati, tra cui la fuga repentina delle vittime e la loro momentanea assenza dai luoghi interessati.
Il G.I.P., valutata la gravità dei fatti contestati e ritenute insufficienti le precedenti misure cautelari cui gli indagati erano sottoposti, ha disposto la misura più grave della custodia cautelare in carcere, ravvisando concrete esigenze cautelari connesse al pericolo di reiterazione di condotte analoghe.
Si rappresenta che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.