BAIANO. LIBRI E DINTORNI. All’Incontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio Caccavale

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio Caccavale

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleBAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleFocus con interessanti valenze di significato, quello sviluppato nei locali del Circolo L’Incontro, per le lucide e stimolanti opportunità suscitate per l’approccio sia verso nuove conoscenze, sia per le riflessioni rispondenti all’approfondimento critico del reale, alla luce della varietà dei nuclei tematici che l’hanno connotato. Una varietà di percorsi, le cui matrici riflettono, per un lato, quella affannosa e affannata ricerca d’identità certe e di sicuri ancoraggi mentali e psicologici che sembra attraversare e segnare in modo dominante giovani uomini e giovani donne dei nostri giorni nel rapportarsi, ad esempio, ad istituti sociali in convulsa crisi come il matrimonio e la famiglia che n’è la proiezione, e, per l’altro lato, costituiscono alcuni assi portanti per una congrua “lettura” della storia sociale e politica del Bel Paese , specie per i complessi e spesso tortuosi passaggi, che nel Sud, precedettero ed accompagnarono la formazione dello Stato unitario nazionale sull’onda delle idealità risorgimentali.

Ad animare il Focus con perspicacia d’interventi e ricchezza argomentativa, Annalisa Alfano e Antonio Caccavale, che vivono la dimensione delle condizione sociale del territoriale con diretta autenticità di testimonianza per formazione culturale e attività professionale. Una presenza di impegno, che permane anche se la scrittrice di Cicciano per ragioni di lavoro vive e risiede a Segrate, a Milano, mentre Antonio Caccavale è “ in pensione” dopo quarant’anni di attività didattica per l’insegnamento di Italiano e Storia negli Istituti di statali d’istruzione superiore all’estero e nell’Ipsar “Carmine Russo”, sempre in quel di Cicciano, ed è ormai…dedito ai prediletti studi di storia locale, che rappresentano la linea di continuità non solo per la ventennale e personale esperienza- che ha vissuto la stessa Annalisa Alfano giovanissima e ancora sui banchi del Liceo “Enrico Medi”- di puntuale cronista e pungente “opinionista” svolta per il periodico “ Il Meridiano”, in edizione cartacea e on line, ma si salda anche con l’azione di rigoroso e documentato amministratore comunale di Tufino nelle difficili e cruciali fasi dell’emergenzarifiuti dell’area metropolitana di Napoli, per la quale ha pagato, dalla metà degli anni ’ 90 e fino all’anno della svolta per la normalità-il 2008– un duro pedaggio di sofferenza sociale ed ambientale il contesto del quadrilatero intercomunale formato da Casamarciano, Comiziano, Visciano e proprio Tufino nel cui territorio sono state in esercizio per circa 20 anni le mega-discariche di Paenzano1 e Paenzano2.E la normalità è stata “stabilizzata” circa dieci anni fa- grazie alla mobilitazione e alle iniziative pacifiche delle associazioni ambientaliste del territorio- in coincidenza con l’attivazione del termovalorizzatore di Acerra, e in virtù del programma degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica realizzati sui due vasti siti, incluso il recupero in rete di biogas- programmato su scala quarantennale- per la conversione in energia elettrica e dando “ospitalità” all’efficiente impiantistica dello Stir, senza dire della viabilità di accesso diretto al sistema di tritovagliatura con il supporto dello specifico casello autostradale dell’A-16.

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleI flash per i profili degli autori di “Distacchi” e “In nome dell’Onnipotente, Uno e Trino” permettono di inquadrare al meglio possibile la cifra della loro frequentazione con la scrittura e con la realtà locale. E il modo con cui hanno raccontato le trame delle loro opere ha conferito un taglio netto di qualità al Focus, arricchito sia dalla lettura di brani selezionati dei testi, curata da Maria Laura Conte, sia dal dibattito scandito dagli interventi di Michele Sorrentino, Enrico Stago, Luciano Mascheri, Salvatore Ascione, Franco Polo.

CASO O CAOS: L’ETERNO DILEMMA SUL PRINCIPIO DEL VIVERE   I FIORI DI KANEH BOSEM, OVVERO LA MARIJUANA

Con “I figli dell’Aquila ” – romanzo che segna l’ingresso nella…Cittadella letteraria ed ambientato nella Nuova Gerusalemme, come fu concepita la città simbolo dell’Abruzzo, a cui fa da sfondo 0l’età medioevale rappresentata nel bell’affresco dell’effervescente vita culturale della Corte di Palermo, di cui Federico II è stato uno straordinario artefice, e testimoniata dal racconto delle vicende di Bonaventura Vacalebre, giovane giullare occitanico di appassionata ispirazione creativa e fresca vena poetica- Annalisa Alfano aveva evidenziato i suoi marcati interessi per la Storia e le sue trasfigurazioni nelle trasposizioni d’invenzione fantastica e con ingegnose incursioni nel seducente esoterismo. Un atteggiamento confermato nel romanzo “In viaggio verso la libertà”, la cui tessitura narrativa è ispirata dalle idealità di Giuseppe Mazzini nella costruzione del Risorgimento nazionale, secondo la visione laica e repubblicana di quell’Italia, che con spirito progressivo e libera da retaggi monarchici ed assolutisti, si sarebbe “dovuta” aprire alla modernità; una visione, quella di Mazzini, rivelatasi utopica e sconfitta dal processo di fatti ed eventi, con cui si approdò all’Unità nazionale del 1861.

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleNella tessitura di “Distacchi”- edito da Augh- il cambio di orizzonte narrativo compiuto da Annalisa Alfano è ben netto e marcato. E’ costituito dall’approdo al romanzo d’introspezione psicologica- ambientato a Napoli e Roma- con protagonista Fabiola, poco più che ventenne, che vive una condizione esistenziale di disagio, ignara com’è di chi sia suo padre; condizione di disagio, acuita dal senso di soffocamento, che spesso l’aggredisce e l’opprime di misteriosa origine e indecifrabile causa. Per superare lo stato di angoscia che di frequente e per breve durata l’assale, togliendole il respiro e dandole la sospensione del senso del vivere, Fabiola si sottopone a sedute di ipnosi regressivo padre, seguendo le prescrizioni terapeutiche del dottor De Rosa, sostitutiva della “figura paterna” per vari aspetti e che, a sua volta, ha tenuto in cura la madre della protagonista. E’ lo sdoppiamento del terapeuta, per il quale il discrimine tra l’esercizio della professionalità e la personale soggettività umana è davvero labile.

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleL’incontro e l’amicizia, trasformati subito in amore, con Paolo, compagno di corso all’Accademia di Belle Arti, a Napoli, sono, tuttavia, fondamentali per dare a Fabiola il senso della vita, ma è ancor più determinante in questa prospettiva la morte improvvisa della madre. E’ la situazione, che, per reazione, innesca nella mente e nei pensieri di Fabiola la convinzione a sciogliersi dai vincoli dell’inconscio che la condizionano, conquistando gradualmente la sicurezza di sé e l’autonomia dell’agire, per indagare sul “buco nero” del suo passato e scoprire l’identità del padre. E’ il cammino dell’acquisizione dell’autostima, in cui il legame con Paolo funge da lievito esistenziale, rasserenante e liberatorio così come si rivela basilare l’incontro a Roma con Rebecca e Fabio, coetanei milanesi, la cui vita di coppia è in crisi; incontro che costituisce per Fabiola ulteriore stimolo al cambiamento, per la piena riscoperta di sé e della conciliazione con se stessa, arricchendo di contenuti le dinamiche relazionali con gli altri. Ed è sempre il gioco del caso, che, connesso -o divaricato con labirinti del caos- costituisce il divenire della vita. Del resto, nessuno sceglie di …nascere in questa o in quella condizione socio-famigliare od economica, sotto l’una o l’altra latitudine, in stato di eccellente salute o di precaria salute, così come la morte è, invece, una necessità e c’è da verificare come avverrà, mentre il cammino dalla nascita all’epilogo dell’esistenza fa la tara delle volontà e delle intelligenze degli uomini, ma è strettamente correlato alle opportunità e circostanze, che vanno ben oltre i progetti delle singole soggettività.

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio CaccavaleLa vicenda, di cui è protagonista Fabiola, rappresenta il filo conduttore del romanzo; filo che interseca e incrocia il vissuto complesso e intrigato di altri personaggi dell’opera, tutti d’età giovanile e connotati da formazione culturale medio-alta, così come emerge dai loro dialoghi e conversazioni, che rifuggono da conformismi manierati per un sapere profondo e maturato sulla conoscenza dei classici della cultura orientale e della cultura occidentale, ma anche per denotare la ricerca del proprio io in relazione con gli altri. Avvincenti, sotto questo profilo, le pagine che la scrittrice attraverso il personaggio di Filomena Salvapassato, docente universitaria ed autrice del best seller “Il druido innamorato” ripercorre l’itinerario della cultura orientale maturata in India e Persia, culla d’origine della Filosofia. E’ l’itinerario, in cui spicca la grande opera mediatrice e diffusione di idee, di cui sono stati artefici i druidi, la casta sacerdotale delle popolazioni celtiche. Un mondo vivo e mirabilmente evoluto nelle arti e nella civiltà dispiegata rispetto al quale la Grecia e la Roma dell’antichità sono ancora alla preistoria del loro sviluppo culturale, che le condurrà ad essere fari della civiltà occidentale …. con qualche millennio di ritardo.

E sono da leggere le pagine sui Fiori di kaneh bosem, intesi come marijuana, estratta dalla cannabis, la “pianta miracolosa” dalle molteplici funzioni che è in grado di esercitare per una vasta gamma di terapie, per la produzione dei tessuti, del carburante, dell’olio, della carta e via seguendo, con coltivazione praticabile ovunque e con costi minimi, ma posta al bando dalle legislazioni vigenti…a favore del petrolio e delle filiere derivate. I Fiori, sono al centro della conversazione intricata e controversa sviluppata da Fabiola, Paolo e Francesca, sorella di Paolo. Una conversazione che rivisita il consumo dei Fiori molto diffuso praticato da tutti i popoli delle civiltà antiche dagli assiro-babilonesi agli egizi e arabi, dai greci ai romani, soprattutto per scopi curativi, ma anche in giorni più recenti. Tema a se stante in questo scenario è quello al cui centro è Gesù; ed è il Gesù che la scrittrice rilegge attraverso la cinematografia, alla luce delle straordinarie ed ineguagliabili opere  di Franco Zeffirelli, Pier Paolo Pasolini e Mel Gibbon, che del Nazareno hanno fornito testimonianze distinte e diversificate, ma di elevato contenuto nella rappresentazione poetica, con la poliedrica lingua che appartiene solo alla cinematografia; e sono opere che hanno emozionato milioni di spettatori. Ma in “Distacchi” si ritrova soprattutto il Gesù al centro degli studi e delle ricerche di Chris  Bennet; studi analitici, per i quali Gesù e i suoi discepoli appaiono essere soliti usare l’olio estratto dalla cannabis, secondo il costume popolare diffuso in terra di Palestina. Ed era l’Olio sacro, che, come raccontano le scritture bibliche, era utilizzato, quale segno distintivo, per le unzioni della casta sacerdotale, secondo le tradizioni degli Esseni e dei Leviti, così come l’incenso che si utilizzava nelle cerimonie religiose conteneva estratti di cannabis, la “pianta miracolosa” – kaneh bosem, in lingua aramaica-che non suscitava scandalo né demonizzazione.

 COSTANZO MAJO BRIGANTE E SEDUTTORE. LA VENDETTA DELLA BELLA MATILDE

Con “In nome dell’Onnipotente, Uno e Trino” la macchina del tempo, attivata da Antonio Caccavale conduce agli anni che precedettero l’avvento della proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, anche se l’Unità politica e socioeconomica del Bel Paese era tutta da costruire ancora. E’ un racconto, in cui le vicende di Costanzo Majo, “brigante evaso dal bagno penale di Castellammare di Stabia” si incrociano con quelle della bella Matilde. L’ambientazione del romanzo corre lungo i territori della Valle Caudina e dell’Agro nolano, con ramificazioni nella Città delle acque per antonomasia, qual è Castellammare, ad Avella, con l’incanto dei suoi Cigli montani e della splendida Chiesa rupestre costituita dalla Grotta celebre fin dall’età paleocristiana per il culto in onore di San Michele ed affacciata sull’itinerario che attraversavano i pellegrini diretti nel lontano Salento, dove la venerazione per l’Arcangelo del Bene che annienta il Demonico ed ambiguo serpente del Male  costituisce un fattore costitutivo delle radici storiche e antropologiche delle comunità locali. E gli anni della trama raccontata, in cui reale e invenzione si mescolano, sono concentrati nel biennio 1859\1860.

BAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio Caccavale Costantino Majo è personaggio realmente esistito, che s’incontra nella   nota e importante monografia di Pasquale Perna, un gentiluomo nella vita civile, come non se ne trovano più, e di grande caratura professionale nell’attività Forense, e soprattutto uomo di eccellente cultura umanistica. La monografia- una rarità bibliografica- fu pubblicata nel 1978 ed è intitolata “Vatti a far fottere tu e Garibaldi”. E’ il titolo che dà il senso della monografia e riproduce l’espressione dialettale, che pronunciò realmente Salvatore Minieri all’indirizzo di Marietta Giampieri. Si era alla vigilia del voto del Plebiscito per l’annessione al Regno sardo-piemontese, in funzione di quello che sarà il Regno d’Italia. La scena si svolge in una delle tante Masserie che costellavano l’Agro nolano. Marietta, contadina e fervida garibaldina, esorta Salvatore, anch’egli contadino, a votareall’annessione. Ma Salvatore schivo e scettico di suo, non è per nulla convinto dell’appello di Marietta e le risponde a…brutto muso. E delle ragioni doveva averle, per non credere più di tanto nei cambiamenti annunciati, come in parte gli eventi della storia in oltre un secolo e mezzo attestano

Come che sia, Costantino Majo– sulla scia delle bande di briganti capeggiate dai fratelli La Gala, che imperversarono per anni sui territori nostrani prima e dopo l’Unità nazionale- per le razzie compiute in Valle caudina e nell’Agro nolano finisce nelle prigioni borboniche di Castellammare di Stabia, dalle quali riesce ad evadere con astuzia e destrezza non comuni. E trova rifugio ed ospitalità in Valle caudina e tra i Monti Avella- i Cigli d’Avella appunto- riprendendo razzie, ruberie e violenze di ogni genere specie nei Comuni della Valle che salda l’Irpinia e il Sannio, di cui si sente “padrone” temuto. E ritrova la bella Matilde, diventata moglie di uno stimato notaio. E’ la Matilde, che appena adolescente è stata soccorsa proprio dal brigante, dopo ch’era caduta dal cavallo. Un atto d’aiuto, a cui la ragazza aveva risposto con parole e segni di ringraziamento. Ma Costantino Majo nel rivederla ad anni di distanza dal soccorso prestatole, ne subisce il fascino, anche se la donna non gli presta alcuna attenzione particolare. Il brigante la vuole, però, per sé e nell’orchestrato rapimento a mano armata con i suoi scherani, ne uccide a colpi di schioppo il marito. Ed era impossibile rapire Matilde, che si trovava il brigante, ad Avella, ospite di un connivente dell’uomo. Era la prova, che attestava come Matilde s’era piegata ai voleri di Costanzo Majo. Ma era una finzione. La donna con fredda e lucida razionalità stava preparando la vendetta, che realizzò, uccidendolo in un incontro d’amore. Un incontro, ch’era, però, per lei soltanto una messa-in-scena.

E’ la vendetta di Matilde, che ha conosciuto, intanto, gli eventi del ’48, restandone ammirata per la ventata libertBAIANO. LIBRI E DINTORNI.  AllIncontro” il bel segno di Annalisa Alfano e Antonio Caccavalearia diffusa tra la gente comune e povera, ma soprattutto per il dichiarato ripudio degli assolutismi monarchici imperanti in Europa e negli Stati italiani; un’ammirazione, che l’ha sospinta verso le idealità laiche del moderatismo liberale. E’ una donna che ha maturato forti convincimenti d’impegno civile ed etico. E in Valle caudina il ’48 si manifestò con l’occupazione delle terre, di cui si resero protagonisti i contadini per ansia di riscatto civile dall’assoggettamento ai latifondisti.

E’ un romanzo ben strutturato, quello che ha composto Antonio Caccavale, con la ricostruzione di scenari e situazioni, descrizioni puntuali di ambienti e località, dando spazio a tante figure di donne con cui la bella Matilde ha intense relazioni amicali, oltre che personaggi istituzionali e preposti all’ordine pubblico, che si muovono intorno alle polarità centrali dell’opera, Costantino Majo e Matilde. Una trama disegnata con efficacia nella forma e nei contenuti. E che si segnala per la qualità della scrittura semplice e discorsiva.