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“La parola di una donna è il soffio che non trema davanti alle avversità; è quella forza silenziosa capace di edificare nuovi orizzonti laddove altri scorgono solo macerie”.
Muove da questa profonda riflessione sulla potenza del linguaggio e della determinazione il nuovo appuntamento del Festival del Libro Itinerante, promosso dall’associazione ACIPeA. In occasione del “Maggio dei Libri” e con il prestigioso patrocinio del Comune di Atripalda, sabato 23 maggio alle ore 17:00, la Biblioteca Comunale “L. Cassese” (Piazza Sparavigna, 1) ospiterà un confronto letterario d’eccezione che metterà a specchio due diverse e potenti forme di espressione: la prosa e la lirica.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Atripalda, Avv. Paolo Spagnuolo. A seguire, la giornalista e poetessa Laura Russo condurrà un dialogo intimo e profondo con le autrici, esplorando l’universo femminile attraverso lenti letterarie differenti, mentre la colonna sonora dell’evento sarà affidata alla voce di Lidia Di Paola.
La Narrativa: con “Donne in messa in piega” di Giovanna Maffeo. Un viaggio tra storie e riflessioni che scavano oltre l’apparenza. L’autrice, figura poliedrica e instancabilmente attiva nel panorama culturale, è anche direttrice del magazine Acipeando. Da sempre attenta alle dinamiche dell’universo femminile e alle sue sfaccettature, la Maffeo riesce a dipingere con sensibilità le complessità e le risorse delle donne di oggi.
La Poesia: con “Oltre il visibile” di Lucia Gaeta, dove il verso diventa custode di emozioni e verità quotidiane. L’autrice è reduce da un importante successo nazionale: lo scorso 7 maggio si è infatti classificata al terzo posto al concorso “Taranto Città dei Due Mari”, nella sezione a tema sulla violenza, grazie alla sua toccante lirica “La morte nel cuore”. Un riconoscimento che dimostra il suo costante impegno sociale e letterario contro la violenza di genere.
Questo incontro non vuole essere una semplice vetrina editoriale, ma un autentico tributo alla capacità delle donne di trasformare il dolore in bellezza e la fragilità in un pilastro della società. Attraverso il dialogo tra generi diversi, la parola diventa lo strumento eletto per raccontare quella resilienza necessaria a restare integri nonostante le tempeste della vita, riaffermando la cultura come spazio imprescindibile di libertà, condivisione e guarigione.

