
![]()
C’è un momento dell’anno in cui Napoli sembra rallentare il passo e guardarsi allo specchio della propria storia. Accade con l’Epifania, quando le festività natalizie si avviano alla conclusione e la città affida alla Befana il compito simbolico di chiudere il cerchio, tra dolcezza, malinconia e speranza. In quei giorni Napoli si racconta attraverso le sue piazze, i suoi riti e la partecipazione popolare, riscoprendo il valore della comunità e della memoria condivisa.
Il cuore più antico di questa tradizione batte in piazza Mercato, dove torna la Fiera della calza e del giocattolo, uno degli appuntamenti più radicati dell’immaginario partenopeo. Le casette in legno, disposte lungo tutto il perimetro della piazza, accolgono dolci della tradizione, giocattoli, calze colorate, addobbi luminosi e prodotti artigianali, restituendo a questo spazio urbano la sua vocazione originaria di luogo di scambio, incontro e socialità. Piazza Mercato torna così a essere ciò che è stata per secoli: un punto di convergenza tra commercio, cultura e vita quotidiana.
La festa non si esaurisce però in un solo luogo. Napoli vive l’Epifania come un evento diffuso, capace di attraversare la città e coinvolgere quartieri diversi. Piazza del Plebiscito rappresenta l’altro volto della celebrazione, quello più istituzionale e simbolico, dove la tradizione incontra la dimensione pubblica e collettiva. Qui la Befana diventa spettacolo, incontro, partecipazione, con eventi dedicati alle famiglie, animazione per i più piccoli e la presenza dei Vigili del Fuoco, protagonisti di uno dei momenti più attesi e suggestivi della festa.
A sottolineare il valore di queste manifestazioni è anche l’amministrazione comunale. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha evidenziato come l’Epifania rappresenti un esempio concreto di partecipazione dei cittadini e di utilizzo consapevole degli spazi pubblici. Le iniziative che si svolgono tra piazza Mercato e piazza del Plebiscito raccontano una città che investe sulla socialità, sul recupero urbano e sulla capacità delle tradizioni di diventare motore di rigenerazione. In questo quadro si inserisce anche l’impegno sui grandi progetti di trasformazione, dal rilancio di aree storicamente fragili come Scampia, Ponticelli e Taverna del Ferro, al potenziamento dei servizi, dei trasporti, del verde urbano e delle infrastrutture educative.
La Befana, a Napoli, è molto più di una festa per bambini. È una figura di passaggio, sospesa tra sacro e profano, che racchiude il senso della fine e dell’inizio. Porta con sé il retaggio delle culture contadine, la tradizione cristiana legata ai Re Magi e una dimensione popolare che resiste al tempo. La vecchina che vola sulla scopa diventa simbolo collettivo, capace di attraversare generazioni e quartieri, parlando a una città che sa essere ironica, malinconica e profondamente umana.
Il momento più atteso resta la notte che accompagna l’arrivo dell’Epifania, quando Napoli si anima fino a tarda ora. Mercatini, musica, concerti gratuiti e feste di piazza trasformano la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. La Notte Bianca in piazza Mercato, con esibizioni di artisti e momenti di spettacolo, rappresenta il culmine di una festa che unisce intrattenimento e identità culturale.
In questo equilibrio delicato tra passato e presente, tra tradizione popolare e visione amministrativa, l’Epifania resta una delle celebrazioni più autentiche del calendario napoletano. Da piazza Mercato a piazza del Plebiscito, Napoli si ritrova e si racconta, dimostrando che la memoria, quando è condivisa, non è nostalgia, ma una forza capace di costruire futuro.