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Quando si parla di Nola vengono in mente i natali di Giordano Bruno, le sue antichissime origini etrusche, San Felice e San Paolino con la sua sempre più fragorosa Festa dei Gigli. L’inverno, però e’ un’ occasione preziosa per deviare l’attenzione all’interno di chiese e musei, dove spiccano le opere di altri illustri nolani ancora poco noti a turisti e cittadini. Basta visitare chiese e musei napoletani per apprezzare le imponenti sculture di Giovanni Merliano tra le quali emergono quella di San Matteo, custodita nella chiesa di San Pietro Martire e quella di San Giovanni Battista, conservata nel Museo Campano di Capua. E’ dunque, legittimo parlare di Rinascimento nolano esportato nella città stato di Neapolis e in tutta la Campania, non solo come arte diffusa e apprezzata ma anche come formazione e scuola di architettura. D’altro canto, a parlare di nolani illustri e’ la cattedrale di Frigento, l’ ameno Borgo medievale in provincia di Avellino che ha dato i natali a colui che ispirò Leopardi nella composizione della “Ginestra” attraverso il poema intitolato “Il Vesuvio”, il canonico Marciano De Leo. La notevole chiesa frigentina succitata, difatti, reca una tela che si staglia sulla navata centrale dipinta dal pittore nolano Antonio Vecchione da Nola nel 1762. La tela che raffigura l’Assunzione, ritrae diversi momenti scenografici dell’opera che spingono il visitatore in uno stato di sublime suggestione. Una preziosa sensazione che, da una parte riesce ad interiorizzare la spiritualità e, dall’altra a ridisegnare la percezione dello spazio tridimensionale.
La magniloquente raffigurazione di Vecchione e’ stata compiuta riducendo la tela a sottili strisce attaccate dal pittore con superba maestria e puntualità. In tal caso la pittura sfrutta al meglio tecniche meticolose, colori e strategie per trasferire agli occhi un complesso e poliedrico messaggio dello spirito, a prescindere dalla “religiosità ” e dalla fede dell’osservatore. Probabilmente esistono sottilissimi fili conduttori che uniscono indissolubilmente gli artisti di Nola, passati e recenti ad altri artisti ed opere d’ arte disseminate in Irpinia, Campania, Austria e, del resto, nel mondo intero: lo stesso Bruno teorizzava questi ed altri collegamenti nella nota “teoria delle stringhe” . La consolidata sottocultura imperante ancora in molte scuole seguita imperterrita ad insegnare, al contrario, che ogni fenomeno e’ circoscritto alla sua durata e ai suoi confini senza concepirne il dinamismo e la rete evolutiva di cui esso e’ parte integrante. Ci insegnano, dunque a perdere le tracce della storia per soffocare la memoria e le sue numerose implicazioni, piuttosto che recuperarne il palese potere edificante ed esplicativo.
