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BAIANESE – Per anni se ne è parlato, discusso, promesso. Poi tutto si è arenato. Il progetto di unire i sei comuni del mandamento — Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Sperone, Quadrelle e Sirignano — in un’unica città è rimasto impantanato tra rinvii, esitazioni politiche e mancanza di decisioni concrete.
Oggi, però, qualcosa cambia.
Nelle prossime settimane BiNews promuoverà un’iniziativa che punta a riportare al centro la volontà dei cittadini. Non più attese o tavoli istituzionali inconcludenti: l’obiettivo è costruire dal basso il percorso verso la nascita della “Città del Baianese”.
Una richiesta storica rimasta inascoltata
Negli anni passati il tema della fusione è stato più volte evocato, ma senza mai arrivare a un vero processo decisionale. Secondo molti residenti, il progetto si è fermato davanti alla resistenza della politica locale, timorosa di perdere ruoli, incarichi e centri di potere.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: frammentazione amministrativa, servizi duplicati, costi elevati e scarsa capacità di incidere nelle scelte sovracomunali.
Ora decide il territorio
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che solo una forte spinta popolare può superare immobilismi e interessi particolari. Assemblee pubbliche, raccolte di adesioni e momenti di confronto saranno organizzati per coinvolgere direttamente la popolazione.
L’idea è chiara: se i cittadini lo vogliono davvero, il percorso può partire.
Perché unire i sei comuni
Una città unica permetterebbe di:
ridurre sprechi e duplicazioni amministrative;
migliorare qualità ed efficienza dei servizi;
avere maggiore peso politico e istituzionale;
attrarre finanziamenti e investimenti;
pianificare in modo unitario sviluppo e infrastrutture;
rafforzare l’identità territoriale del Baianese.
Il percorso tecnico per la fusione
La normativa italiana consente la fusione dei comuni attraverso un iter preciso:
1. Iniziativa popolare o istituzionale
Può partire dai cittadini tramite raccolta firme oppure dai Consigli comunali.
2. Delibere comunali
I Consigli approvano l’avvio del procedimento.
3. Studio di fattibilità
Analizza vantaggi economici, organizzativi e amministrativi.
4. Referendum consultivo
I cittadini dei comuni coinvolti votano sulla fusione.
5. Legge regionale
La Regione approva la nascita del nuovo Comune.
6. Fase di transizione
Un commissario gestisce l’unificazione fino alle elezioni del nuovo ente.
Incentivi economici e vantaggi
La fusione garantisce contributi statali pluriennali, priorità nei finanziamenti pubblici e risorse per migliorare servizi e infrastrutture.
Una sfida di responsabilità collettiva
Il futuro del Baianese potrebbe non dipendere più dalle scelte della politica locale, ma dalla determinazione dei suoi abitanti.
Se il territorio saprà esprimere una volontà chiara e condivisa, l’idea di una città unica potrà finalmente trasformarsi in realtà.
Se si unissero i 6 comuni del mandamento, la nuova città avrebbe circa 25.351 abitanti (dati ISTAT al 01/01/2025).
Dettaglio per comune:
Avella: 7.436
Baiano: 4.374
Mugnano del Cardinale: 5.159
Sperone: 3.600
Quadrelle: 1.861
Sirignano: 2.921
“Peso” nella provincia di Avellino
Guardando la classifica dei comuni dell’Irpinia per popolazione (01/01/2025), una città unica da 25.351 abitanti diventerebbe il 2° comune più popoloso della provincia, dietro solo ad Avellino (51.975) e davanti ad Ariano Irpino (20.741).
In termini di quota demografica, rispetto alla popolazione provinciale (dato 2023 UrbiStat: 396.973 residenti): la “Città del Baianese” varrebbe circa il 6,4% della popolazione dell’intera provincia.
Come cambierebbe il governo locale con la nascita della Città del Baianese
Con l’unione di Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Sperone, Quadrelle e Sirignano nascerebbe un nuovo Comune di circa 25.000 abitanti, entrando tra le realtà più importanti della provincia di Avellino.
Il Sindaco
La nuova città eleggerebbe un unico Sindaco, figura con maggiore peso istituzionale e capacità di rappresentanza a livello provinciale e regionale.
L’elezione avverrebbe con sistema a doppio turno: se nessun candidato supera il 50% dei voti, si andrebbe al ballottaggio.
Il Consiglio comunale
Il nuovo Consiglio sarebbe composto da:
20 consiglieri comunali
+ il Sindaco
Totale: 21 membri
Sarebbe inoltre istituito il Presidente del Consiglio comunale, figura obbligatoria nei comuni sopra i 15.000 abitanti.
La Giunta comunale
L’organo esecutivo che governa la città sarebbe composto da:
il Sindaco
fino a 5 assessori
Gli assessori avrebbero deleghe specifiche (urbanistica, lavori pubblici, bilancio, scuola, ambiente, servizi sociali, sviluppo territoriale).
Rappresentanza delle ex comunità
Uno dei timori più diffusi riguarda la perdita di identità locale. Lo statuto del nuovo Comune potrebbe prevedere:
✅ consulte territoriali per ogni ex comune
✅ delegati di zona o municipi locali
✅ uffici comunali decentrati
✅ sportelli per i servizi ai cittadini
✅ valorizzazione delle tradizioni locali
In questo modo si manterrebbe il legame con i territori storici.
Vantaggi amministrativi e gestionali
Un unico Comune permetterebbe:
riduzione dei costi della macchina amministrativa;
eliminazione delle duplicazioni burocratiche;
servizi più efficienti e digitalizzati;
maggiore capacità progettuale;
accesso prioritario a finanziamenti pubblici;
pianificazione urbanistica e infrastrutturale unitaria.
Il nuovo peso politico del territorio
Con oltre 25.000 abitanti, la Città del Baianese diventerebbe:
✔ uno dei comuni più popolosi dell’Irpinia
✔ un territorio più forte nelle decisioni provinciali
✔ un interlocutore più credibile per Regione e Stato
Una sfida di unità
La fusione non cancellerebbe le identità locali, ma potrebbe rafforzarle all’interno di una visione comune, più moderna ed efficiente.
Il futuro amministrativo del Baianese potrebbe essere più forte, unito e competitivo.
Beneficio economico per famiglia
✔ 150 – 300 € anno (stimato)
Fondi extra per il territorio
✔ 10 – 25 milioni € in 10 anni
Vantaggi reali
✔ servizi migliori
✔ più investimenti
✔ maggiore peso politico
✔ meno sprechi
Ma quali sono i timori più diffusi? E quali invece si sono rivelati infondati nelle esperienze già realizzate in Italia?
l progetto di unire i comuni del mandamento in un’unica città continua a far discutere. Accanto alle opportunità di sviluppo e maggiore efficienza amministrativa, emergono timori diffusi tra i cittadini. Paure comprensibili, che accompagnano ogni cambiamento istituzionale.
Perdita dell’identità locale
È il timore più sentito: molti temono che il proprio paese scompaia. Nelle fusioni già realizzate, però, nomi, tradizioni e feste restano vivi e continuano a rappresentare le comunità locali.
Chiusura degli uffici comunali
Si teme di perdere i servizi di prossimità. In realtà, spesso vengono mantenuti sportelli decentrati e potenziati i servizi digitali per evitare disagi ai cittadini.
Posti di lavoro a rischio
Alcuni pensano che l’unione comporti licenziamenti. La normativa non lo prevede: il personale viene riorganizzato per migliorare l’efficienza dei servizi.
Aumento delle tasse
Tra le preoccupazioni più diffuse c’è il rischio di nuove imposte. Le esperienze italiane dimostrano invece che, grazie ai contributi statali e alle economie di scala, la pressione fiscale tende a restare stabile o a ridursi.
Perdita di rappresentanza
Nei centri più piccoli emerge il timore di essere marginalizzati. Questo rischio può essere evitato prevedendo strumenti di rappresentanza territoriale e servizi decentrati.
Disservizi nella fase iniziale
La transizione può comportare qualche rallentamento burocratico, ma nel medio periodo l’organizzazione amministrativa risulta più efficiente.