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Ore 8.00 del mattino, il Baianese si è svegliato, come capita spesso ultimamente, avvolto da una fitta cappa di fumo. Da decine di punti della valle si sono alzate colonne di fumo generate dall’abbruciamento dei residui vegetali provenienti dalla pulizia dei noccioleti. Un fenomeno che si ripete ogni anno e che, quando interessa contemporaneamente numerosi fondi agricoli, rende l’aria irrespirabile e compromette la qualità della vita dell’intero territorio. Siamo pienamente consapevoli dell’importanza del lavoro degli agricoltori e del valore che l’agricoltura rappresenta per la nostra economia e per la nostra storia. Nessuno intende mettere in discussione il diritto di coltivare la terra o di preparare i campi alla nuova stagione. Quello che oggi non è più accettabile è una pratica che appartiene al passato e che non può continuare a essere considerata normale in un contesto ambientale profondamente cambiato. Gli effetti degli abbruciamenti sono sotto gli occhi di tutti. Il fumo invade i centri abitati, crea disagi, peggiora la qualità dell’aria ed espone la popolazione, in particolare bambini, anziani e persone affette da asma o da altre patologie respiratorie, a rischi che non possono essere sottovalutati. In un periodo in cui il cambiamento climatico impone scelte sempre più responsabili, continuare a bruciare tonnellate di residui vegetali significa perseverare in una pratica ormai superata. Le alternative esistono e sono già utilizzate in molte realtà agricole. I residui possono essere triturati con cippatori o trinciatrici e restituiti al terreno come sostanza organica, oppure interrati, migliorando la fertilità del suolo, riducendo i costi ambientali e contribuendo a un’agricoltura più moderna e sostenibile.
Come Comitato Ambiente Baianese – Comitato per la Tutela della Salute Pubblica, chiediamo ai sindaci del comprensorio, alle amministrazioni comunali, alla Comunità Montana, alla Regione Campania e a tutti gli enti competenti di intervenire con urgenza per interrompere immediatamente queste pratiche, che arrecano un grave danno alla salute dei cittadini e all’ambiente. Allo stesso tempo, chiediamo che vengano sostenute e incentivate le tecniche alternative già disponibili, affinché l’abbruciamento dei residui vegetali venga definitivamente superato.
La tutela della salute pubblica deve rappresentare una priorità assoluta. Difendere l’agricoltura significa anche accompagnarla verso modelli più innovativi, rispettosi dell’ambiente e della qualità della vita. Non possiamo continuare ad assistere, ogni anno, allo stesso scenario di una comunità inghiottita dal fumo. È il momento che le istituzioni assumano decisioni coraggiose, nell’interesse dell’intera comunità.

