Auto di lusso intestata senza saperlo: indagato il titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche

Auto di lusso intestata senza saperlo: indagato il titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche

Un’autovettura di lusso risultata intestata a una cittadina a sua totale insaputa ha portato alla denuncia di un uomo residente nell’hinterland napoletano, titolare di un’agenzia di pratiche auto. L’indagine è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Caposele, a seguito di una denuncia-querela presentata dalla persona coinvolta.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di condotte illecite, riconducibili ai reati di truffa, sostituzione di persona e falsità ideologica in atti pubblici. In particolare, l’indagato avrebbe intestato arbitrariamente alla donna un veicolo di elevato valore economico, senza alcuna autorizzazione né consenso da parte della stessa. Successivamente, l’auto sarebbe stata rivenduta a un’altra concessionaria attraverso una nuova dichiarazione ritenuta non veritiera.

La vicenda, risalente al 2020, è emersa soltanto nel novembre 2025, quando la cittadina ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale di Avellino una notifica per il mancato pagamento di imposte legate alla compravendita del veicolo. Da quel momento sono scattati gli accertamenti che hanno consentito di ricostruire l’intero iter della presunta truffa e di individuare le responsabilità del titolare dell’agenzia.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente. Le indagini, tuttavia, non si fermano: gli inquirenti stanno verificando l’eventuale esistenza di altri episodi analoghi e il possibile coinvolgimento di ulteriori soggetti.

Nel frattempo, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino rinnova l’invito ai cittadini a prestare la massima attenzione nella gestione di pratiche automobilistiche e assicurative, soprattutto online, verificando sempre l’affidabilità e l’autorizzazione degli intermediari. Particolare cautela viene raccomandata anche rispetto a richieste di pagamento con strumenti non tracciabili, come le ricariche su carte prepagate, considerate a rischio sotto il profilo della sicurezza.