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Naturalità d’incanto tra folta vegetazione e noccioleti a valle di colline rivestite di castagneti e faggete dalle verdeggianti chiome, con il gradevole controcanto dell’acqua sorgiva che fluisce, leggera e fresca, dalla monumentale Fontana, edificata nel 1889 \
La sobrietà architettonica della piccola Chiesa dell’Assunta, costruita dalla comunità cittadina negli anni ’50 del secolo scorso, e l’intensità espressiva del restyling di recente realizzazione nel simbolico linguaggio liturgico e valoriale in bianco–azzurro, evocativo del culto mariano nella trascendenza religiosa \
Conversazione con l’architetto Angelo Piciullo, che coniuga l’attività professionale con l‘attivo impegno di collaborazione e consulenza in pareri geo– storici e tecnici, a supporto delle iniziative delle Associazioni di volontariato civico e delle Pro Loco, che promuovono la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali del territorio.
A cura di Gianni Amodeo – Fotoservizio di Francesco Barlotti
Una storia, in cui si corrispondono e incontrano tasselli di natura privata e di caratura pubblica, per integrarsi e fondersi nella formazione di un bene culturale di comune e diffusa fruizione. Ed è un bene culturale di spiccata connotazione eco–ambientale, in cui si ritrovano il compiuto senso civico della comunità laboriosa e la trasparente normalità di scelte e gestione nell’amministrare la cosa pubblica locale, procedendo con obiettivi da realizzare in tempi congrui e certi. Ma essenzialmente praticabili. Un metodo che si segue nell’Ente di piazza Lauro.
E’ la storia di prospettiva che vive nel disegno generale dell’istituzione per gradi del Parco della Paradina, a cui fa da centro di..gravità effusiva il fatato sito naturalistico,identificativo dell’omonima Selva \ Silva, impreziosita dalla monumentale Fontana, che versa, in flusso costante e permanente, l’acqua sorgiva, derivante dalla contigua e pingue falda collinare. Un’acqua leggera, ricca di magnesio, che attraversa la caratteristica galleria cilindrica, composta ad altezza d’uomo, quasi fosse un ..occhio magico di custodia e vigilanza, ed incastonata al centro dell’ampia e massiccia parete di contenimento della costa collinare, eretta, in lieve forma concava, con squadrate candide pietre di roccia. Una pluralità di allineate file di pietre, a far mostra di sé in elegante panneggio.. costruttivo, come per atteggiarsi in ideale e simbolico afflato d’accoglienza e apertura verso i viandanti occasionali e i tanti escursionisti abitudinari di tutte le età che percorrono i sentieri del sito o si concedono corroboranti soste nelle aree più utili. Una composita ed crescente frequentazione pubblica, di cui sono parte significativa i contadini che resistono sul fronte.. del verde e i rari boscaioli impegnati nei lavori di sempre per piccoli tagli ..
Un disegno, quello dell’istituzione del Parco, che, com’è noto, ha assunto fondatezza concreta di praticabilità, con l’acquisizione al patrimonio comunale proprio della storica Fontana di Sperone, autentico modello di pregiato e strutturato valore architettonico, unico del genere sul territorio, tutto da vedere ed ammirare anche per il livello di manutenzione, con cui è curato e tutelato in maniera costante e metodica, concorendo, nello stesso tempo, – specie se si resta..in ascolto del discreto e soffuso chiacchiericcio della sua fluente acqua -, a far respirare e vivere la ruralità che pervade l’intera area, nella rasserenante atmosfera di genuina immersione rigeneratrice. E la Fontana – si racconta nella dedicazione del testo, che ne rappresenta la delicata e primaria funzione costruttiva di anti- dissesto idro–geologico, incisa in chiara lingua latina su lastra di marmo -, fu fatta realizzare nel 1899 da Livia Colonna, principessa di Avella, moglie di Ferdinando Alvarez di Toledo, conte di Caltabellotta, che vivevano con figlie, figli e congiunti nel Palazzo baronale di piazza Municipio, ad Avella, appunto.
Integrata alla perfezione nel contesto dell’intero sito naturalistico, la Fontana un’importante opera, che coniuga l’ingegneria idraulica, sul piano dell’utilità sociale, e l’architettura che esalta la ruralità estetizzante. Un connubio, che Livia Colonna favorì e ..fece eseguire con avvedutezza e responsabilità, dando alla comunità di Sperone un’opera, che, a circa un secolo e mezzo dalla sua realizzazione, in virtù della sua acquisizione al patrimonio dell’ Ente di piazza Lauro, rende più concreta l’istituzione del Parco, secondo lo spirito della legislazione regolatrice in materia. Una prospettiva di buona governance del territorio, segnatamente sul versante della salvaguardia idro-geologica dell’area. E non a caso – l’evento dell’acquisizione della Fontana di Sperone al patrimonio cittadino, con tutte le pertinenze di riferimento, per opera dell’amministrazione, guidata oltre venti anni orsono, dall’attuale sindaco Adolfo Alaia,- fu salutato con largo consenso sia della comunità locale, sia delle amministrazioni comunali del territorio. Un fattore di svolta, a cui si rapporta e salda, nel divenire dell’istituzione del Parco della Paradina, la piccola Chiesa dedicata alla Madonna dell’Assunta, costruita sulla balza di pianoro antistante l’artistica Fontana. Ed è la Chiesa, edificata sul sito concesso, con commendevole atto di liberalità, dalla famiglia D’Anna – Vetrani.
Una storia speciale, quella della costruzione della Chiesa dell’Assunta che si festeggia il 15 agosto. Una storia, che segnò profondamente la realtà di Sperone negli anni ‘50 del secolo scorso, di cui si rese protagonista l’intera comunità cittadina, in grado di mobilitarsi con piena dedizione e tanti sacrifici, per costruire la Chiesa dell’ Assunta.. con le proprie mani, i necessari attrezzi e materiali, in virtù dell’esperta e volitiva.. guida di Antonio Catapano, ‘O Muto. Un uomo discreto e riservato, profondamente religioso, di umiltà unica quanto tenace nell’assolvere gli impegni che era solito assumere,Antonio ‘O Muto, parlava, tuttavia, in..chiarezza assoluta con l’esemplarità del suo saper e voler fare, dotato com’era d’innata ed espansiva generosità verso il prossimo, oltre che lavoratore instancabile e provetto muratore di mestiere.. Un filo di racconto, quello della Chiesa dell’Assunta e di Antonio ‘O Muto, che si dipana e svolge con densità di moniti e significati, onorando e testimoniando al meglio della compiutezza l’identità della comunità locale.. Ma spazio alla realtà del Parco, diventato un‘agorà green più che accogliente e sempre più frequentata, specie in queste giornate di caldo aggressivo che infiacchisce e spegne energie inesorabilmente. E’ l’agorà green, che, per le modalità con cui è frequentata e vissuta, sembra fare da viatico all’istituzione del Parco urbano della Paradina..

La località di Fontana di Sperone – è il fotofit di primo impatto, con cui l’architetto Angelo Piciullo apre la conversazione sul Parco della Paradina-, è inserita in un contesto rurale di straordinario pregio paesaggistico, caratterizzato da rilievi collinari, fondi coltivati, alberature di alto fusto e una rigogliosa vegetazione spontanea, elementi che conferiscono al territorio un’elevata qualità ambientale e percettiva. Il sito conserva integralmente i caratteri distintivi del sistema agrario tradizionale, costituendo una significativa testimonianza del duraturo equilibrio tra l’azione dell’uomo e gli elementi naturali.
Il complesso monumentale che dà origine e assetto funzionale al Parco – chiarisce Piciullo – è costituito dalla chiesa dedicata a Maria Santissima Assunta, contraddistinta da un’architettura dalle essenziali linee geometriche, e dall’antica Fontana alimentata da una sorgente naturale di origine collinare. La chiesa, in particolare, è affiancata, su entrambi i lati, da un torrente e da un’antica strada che segue l’andamento inclinato del versante. E’ un tracciato di storica evidenza, che rappresenta un’importante testimonianza dell’organizzazione del paesaggio agrario e del ruolo centrale che il sacro edificio ha svolto e svolge nel tempo, quale punto di riferimento spirituale, sociale e territoriale per le comunità locali.
E’ interessante rilevare che, collocata in posizione dominante sul pendio, la chiesa, insieme con l’ampia gradinata in pietra necessaria a superare il dislivello del terreno richiama i principi compositivi dell’architettura templare antica. In tali modelli, infatti, il tempio era posto su un basamento rialzato rispetto al piano circostante, al fine di esaltarne la sacralità e rafforzare, in pari tempo, la preminenza visiva del paesaggio.
La gradinata che conduce alla chiesa dell’Assunta, al di là delle pur rilevanti peculiarità dell’architettura templare antica, che Lei evidenzia, può considerarsi metafora fisica e nitida simbologia di trascendenza religiosa, anelito e slancio di ascesa spirituale ch’è dolore e sofferenza, ma anche ed essenzialmente amore per il prossimo, la sua esistenza e vita nella concretezza delle azioni che si compiono in silenziosa discrezione..
Credo di sì. In questa prospettiva – sottolinea Angelo Piciullo, ampliando il giro d’osservazione – è necessario notare che la gradinata trascende la sua funzione di semplice collegamento, per assumere un profondo valore simbolico, configurandosi come un autentico percorso ascensionale. Tale itinerario spirituale trova il suo compimento all’interno della chiesa e culmina nell’altare, dove è collocata la statua della Madonna Santissima Assunta in Cielo
Il bianco e l’azzurro sono i colori che contrassegnano il restyling appena realizzato, dando della Chiesa dell’Assunta una visione d‘insieme forse inconsueta, ma certamente espressiva dei molteplici e polimorfi simbolismi che sono fattori rilevanti di tutte le religioni, in ordine alle loro modalità di comunicazione nell’oralità, tanto per dire, così come si riscontra nelle omelie della tradizione cattolica, o nei sermoni della consuetudine protestante, nelle scritture sacre dell’ Antico e del Nuovo testamento, del Buddismo e del Confucianesimo e via seguendo, e nell’arte iconografica e pittorica a forte caratura comunicativa e socializzante, ieri ed oggi. E nella fattispecie, quelli del restyling, sono colori di culto mariano tanto presente e profonda nella concezione cristiana e dello spiritualismo trascendente..
Comprendo e condivido il senso complessivo ed ispiratore della riflessione – sottolinea Piciullo – e ritengo di poter affermare senza alcun dubbio e remora, che è di particolare attrazione la scelta cromatica adottata, fondata sull’accostamento del bianco per il volume della chiesa e dell’azzurro per la gradinata. Si tratta di due colori profondamente legati alla tradizione iconografica mariana: il bianco richiama la purezza, mentre l’azzurro evoca il cielo e la regalità della Vergine.
È una scelta cromatica che, oltre a conferire all’edificio un carattere di grande solennità, ne rimarca l’identità di vero e proprio punto di riferimento visivo e spirituale. Il bianco della facciata e l’azzurro della gradinata richiamano infatti il mantello della Vergine: la scala stessa si configura così come l’ideale prolungamento di questa veste sacra, lungo la quale il visitatore compie il proprio cammino simbolico verso il luogo sacro..
Reso chiaro il simbolismo del bianco e dell’azzurro, che contrassegna la Chiesa e la gradinata, è di sicuro interesse puntare, a questo punto del nostro dialogo, rivolgere l’obiettivo sull’intera fisionomia del Parco della Paradina, nel presente delle linee generali che lo connotano, e in proiezione verso il futuro..
Ad accrescere il valore storico, paesaggistico e simbolico del sito contribuisce in pieno risalto – spiega in replica, Angelo Piciullo– la presenza della Fontana, alimentata da una sorgente naturale che ha rappresentato per secoli una risorsa idrica essenziale per la popolazione e per il sostentamento delle attività agricole.
Emozionanti e forti sono le suggestioni, che suscita l’imponente parete concava in pietra che accoglie la sorgente. La sua geometria avvolgente richiama l’immagine di un abbraccio, capace di raccogliere, custodire e valorizzare l’acqua, conferendole piena centralità nello spazio. La concavità definisce inoltre un ambiente raccolto e protetto, che invita il visitatore alla sosta, alla contemplazione e alla riflessione. Lo sviluppo di una panca continua a forma ellittica sottolinea la vocazione del luogo quale spazio pubblico, rafforzandone il carattere di piazza. Sotto questo aspetto, c’è da dire che la muratura non assolve esclusivamente la funzione di contenimento del terreno, ma si configura come una vera e propria quinta architettonica, capace di mediare il rapporto tra il versante naturale e l’opera dell’uomo.
E sulla scia di questi dati di spiccata competenza tecnica e professionale, la disamina, che sviluppa Angelo Piciullo, si articola ancora di più e fornisce ulteriori elementi di conoscenza più attenta e mirata sullo scenario, con cui meglio si definisce il Parco della Paradina in divenire..
Il contrasto tra la purezza geometrica del volume architettonico e la ricchezza del paesaggio rurale produce un efficace effetto percettivo. La candida facciata, nella sua essenzialità formale, emerge con forza sul verde della vegetazione circostante, imponendosi come punto focale che orienta naturalmente lo sguardo verso l’alto. Le linee pure dell’architettura, esaltate dal bianco e dall’azzurro, conferiscono al complesso un’immagine di grande luminosità, che ne accentua il valore simbolico e la perfetta integrazione con il contesto naturale.
Nel suo insieme, il complesso monumentale di Fontana di Sperone rappresenta – come sottolinea l’architetto Piciullo – un tassello fondamentale nel percorso di recupero del patrimonio locale e di restituzione di un luogo simbolo alla propria comunità. In tale prospettiva, Fontana di Sperone, nel contesto vivo del Parco della Paradina, può assumere il ruolo di nodo strategico all’interno di una rete di percorsi storico-culturali e religiosi, favorendo la connessione con altri siti di rilevante interesse, quali il complesso di Fontana Vecchia, a Baiano, e l’Eremo dei Camaldolesi, a Visciano. La realizzazione di una rete territoriale integrata contribuirebbe a rafforzare i processi di conoscenza, tutela e fruizione sostenibile del patrimonio storico e paesaggistico diffuso.
E’ la chiosa ..finale d’auspicio, formulata con risoluta determinazione da Angelo Piciullo, nel chiudere la conversazione con chi ha scritto queste righe.
