Un disabile passeggia per Avella e… “Una città ancora poco accessibile ai disabili”

Un disabile passeggia per Avella e... “Una città ancora poco accessibile ai disabili”

Sottoponiamo alla comune riflessione dei lettori, una esperienza diretta fatta passeggiando per Avella in compagnia di un amichevole accompagnatore. Queste  riflessioni sono effettuate in modo non collegate le une alle altre, visto che riguardano ambiti diversi del nostro territorio. In molte strade a senso unico si nota la assenza di ” un vero e proprio ” marciapiede, che costringe qualsiasi persona, a camminare lungo i margini della carreggiata. Se pensassimo alla immagine di un disabile in carrozzella o di un non vedente con accompagnatore, risulta chiaro l’aumento della superficie occupata sulla strada e l’inevitabile costante pericolo che si deduce dal transito delle autovetture. Laddove i marciapiedi sono presenti, la superficie consente (spesso) il passaggio di una singola persona, ma non certo di una carrozzella per il disabile motorio e non certo il passaggio di due persone sottobraccio. Si notano ( frequentemente ) la sequenza ininterrotta di macchine parcheggiate su uno dei versanti della carreggiata, spesso a ridosso delle attività commerciali, che non lasciano varchi per il transito (ad esempio) della fatidica carrozzella o dal disabile accompagnato. Si rileva l’assenza di bagni pubblici, che siano stati costituiti con la progettazione di archivi ed arredi ” calibrati ” per le persone disabili e gli stessi esercizi commerciali aperti alla ristorazione frugale e/o al consumo di bevande non sembrano attrezzati con toilette  “dedicate”. Capita frequentemente di passeggiare in zone con presenza di ” beni culturali  “, di cui Avella è ricca, ma che allo stato attuale non sono ancora attrezzati per una concreta ” fruizione ” da parte delle persone disabili anche nel neonato M.I.A. mancano le guide vocali per  non vedenti e i percorsi tattili adeguati. Si rileva la necessità di un maggiore controllo di posti auto presenti sul territorio e costituiti per gli autoveicoli che trasportano persone disabili,  essi risultano frequentemente occupati da veicoli senza distintivo necessario.
Il monitoraggio del territorio  ” è un diritto spontaneo del cittadino “, conseguentemente le indicazioni delle criticità non devono apparire come speciose argomentazioni, ma come contributo  ” volontario ” finalizzato al miglioramento!
Vincenzo Serpico