Esame di Avvocato 2025, Commissione Centrale definisce linee guida per prova orale

Esame di Avvocato 2025, Commissione Centrale definisce linee guida per prova orale

“Presso la sala Loris D’Ambrosio del Ministero della Giustizia si è riunita in seduta plenaria la Commissione Centrale per l’esame di abilitazione alla professione forense- sessione 2025. La riunione, formalizzata nel verbale n. 3 del 12 marzo 2026, ha avuto come obiettivo principale la definizione e la condivisione dei criteri di valutazione relativi alla prova orale, in un’ottica di uniformità, trasparenza e rigore metodologico su tutto il territorio nazionale. A presiedere i lavori è stato l’avvocato Antonio Melillo, Presidente della Commissione Centrale, figura di riferimento nel panorama giuridico nazionale e riconosciuto anche per il suo impegno associativo quale coordinatore di Assotutela Campania. Nel corso della seduta il presidente Melillo ha illustrato il contesto normativo di riferimento e il contributo giurisprudenziale relativo ai criteri generali che dovranno guidare le commissioni territoriali nella valutazione della prova orale, sottolineando la necessità di garantire uniformità di giudizio e piena aderenza ai principi di equità e ragionevolezza previsti dalla normativa. Accanto al presidente Melillo erano presenti i componenti della Commissione Centrale: l’avvocato Carlo Lo Monaco, il dottor Claudio Tedeschi, l’avvocato Alfredo Antonino Arcorace e il professor Alessandro Roiati, componenti titolari. Presenti inoltre l’avvocato Maria Giulia Albiero, presidente supplente, e l’avvocato Salvatore Giordano, componente supplente. A svolgere le funzioni di segretario della seduta è stata la signora Marta Allocca. Sono stati registrati come assenti, per pregressi impegni lavorativi, la dottoressa Antonianna Colli, la professoressa Elisabetta Corapi e l’avvocato Sarah Masato, componenti supplenti. Nel suo intervento introduttivo, il presidente Melillo ha richiamato le principali fonti normative che regolano la procedura d’esame, tra cui l’articolo 4-quater del decreto-legge 10 maggio 2023 n. 51, il decreto-legge 13 marzo 2021 n. 31 convertito con modificazioni dalla legge n. 50 del 2021, il decreto del Ministro della Giustizia del 30 giugno 2025 relativo al bando d’esame e la circolare del Direttore generale degli affari interni del Ministero della Giustizia del 14 novembre 2025. La Commissione ha quindi ribadito che la prova orale è articolata in tre fasi ma deve essere valutata nella sua unitarietà, come previsto dall’articolo 2 del bando. La prima fase consiste nell’esame e nella discussione di una questione pratico-applicativa, nella forma della soluzione di un caso, che richiede al candidato la dimostrazione di conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale nella materia prescelta tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo. La seconda fase prevede invece la discussione di brevi questioni giuridiche finalizzate a verificare le capacità argomentative e di analisi del candidato. Le materie oggetto della discussione sono tre, di cui almeno una relativa al diritto processuale, tra diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile e diritto processuale penale. La terza fase riguarda infine la dimostrazione della conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato, passaggio fondamentale per attestare la consapevolezza del ruolo etico e professionale che il futuro avvocato è chiamato a svolgere nella società.Tra i criteri di valutazione indicati dalla Commissione Centrale figurano in particolare la chiarezza espositiva, la logica e il rigore metodologico dell’argomentazione, la capacità di risolvere problemi giuridici concreti, la conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti trattati, la capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà e la padronanza delle tecniche di persuasione e argomentazione giuridica. A tali criteri si aggiunge la capacità di sintesi dimostrata dal candidato.In base a quanto stabilito dall’articolo 9 del bando, la Commissione ha inoltre ritenuto ragionevole prevedere che la durata complessiva della prova orale possa attestarsi indicativamente tra i 90 e i 100 minuti, considerando i tempi necessari per la preparazione e l’esposizione delle tre fasi dell’esame.L’incontro ha rappresentato un momento di particolare rilevanza per garantire uniformità e trasparenza nell’intero processo di valutazione, confermando l’impegno della Commissione Centrale e del presidente Antonio Melillo nel tutelare il valore dell’abilitazione forense e la qualità della futura classe forense italiana.Con la definizione delle linee guida si apre ora la fase conclusiva della sessione d’esame. L’auspicio della Commissione è che i candidati possano affrontare questa prova con serenità e consapevolezza, dimostrando non solo preparazione giuridica ma anche senso di responsabilità verso una professione che resta pilastro fondamentale dello Stato di diritto. Ai promittenti avvocati, impegnati in questo importante passaggio della propria carriera, giunge quindi l’augurio di buon lavoro e di successo in una prova che rappresenta non soltanto un esame, ma l’ingresso in una comunità professionale chiamata ogni giorno a difendere i diritti dei cittadini e i principi della giustizia”, ha concluso Antonio Melillo, Presidente della Commissione Centrale e Coordinatore regionale di Assotutela Campania.