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È stata una notizia che in città circolava già dalle prime ore del mattino, accolta con incredulità e speranza di una smentita che purtroppo non è arrivata. Maria Franca Fissolo, presidente onoraria della holding Ferrero International, si è spenta alle prime luci del 12 febbraio, nella sua abitazione sulle colline di Alba, dove aveva scelto di trascorrere gli ultimi tempi della sua vita.
La scomparsa cade a pochi giorni dall’anniversario della morte del marito Michele Ferrero, avvenuta il 14 febbraio 2015. I funerali saranno celebrati proprio il 14 febbraio alle ore 15 nel Duomo di Alba, mentre la camera ardente sarà allestita dal giorno precedente presso la Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, istituzione culturale e sociale di cui fu promotrice e sostenitrice.
Nata il 21 gennaio 1939, Maria Franca Fissolo aveva recentemente compiuto 87 anni. Per i cittadini di Alba era semplicemente “la signora Ferrero”, presenza elegante e riservata ma costante nella vita pubblica e sociale della città.
La sua storia personale si intreccia profondamente con quella dell’azienda di famiglia. Entrò giovanissima in Ferrero nel 1961 come interprete e traduttrice. L’incontro con Michele Ferrero segnò l’inizio di un sodalizio umano e imprenditoriale: si sposarono l’anno successivo e costruirono insieme una famiglia e un progetto industriale destinato a diventare globale.
Dalla loro unione nacquero due figli: Pietro, scomparso prematuramente nel 2011 durante un viaggio in Sudafrica, e Giovanni, oggi alla guida del gruppo.
Maria Franca Fissolo è stata per decenni una figura di riferimento silenziosa ma determinante, capace di affiancare il marito nelle scelte strategiche e di sostenere il percorso dell’azienda anche nelle fasi di trasformazione. Il suo legame con Alba e con il territorio delle Langhe è sempre stato forte e visibile, tanto da renderla una presenza familiare per la comunità locale.
L’ultima apparizione pubblica risale all’ottobre 2025, in occasione dell’inaugurazione della Fiera internazionale del tartufo bianco. Pochi mesi dopo, l’assenza alla tradizionale accensione dell’albero natalizio Ferrero aveva già fatto intuire un progressivo ritiro dalla vita pubblica.
La sua figura resta legata a un principio che ha accompagnato la storia della famiglia Ferrero: lavorare, creare, donare. Un motto che sintetizza una visione imprenditoriale fondata non solo sul successo economico ma anche sull’attenzione sociale e culturale.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della storia di una delle famiglie industriali più note al mondo, ma resta il ricordo di una donna che, con discrezione e determinazione, ha contribuito a costruire un’eredità destinata a durare nel tempo.