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Domani, martedì 10 febbraio, alle ore 16,00, a Brusciano, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il Sindaco di Brusciano, Giacomo Romano, presiederanno una cerimonia di commemorazione per il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. All’evento, che si svolgerà presso la Chiesa di S. Sebastiano, ove si esibirà la Fanfara del X Reggimento dei Carabinieri Campania, parteciperà anche un discendente degli esuli nonché due scolaresche del comune.
Giorno del Ricordo, cerimonia di commemorazione a Brusciano. L’evento si svolgerà presso la Chiesa di S. Sebastiano. NAPOLI, 09 febbraio 2026
A Brusciano, Città Metropolitana di Napoli, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Avv. Giacomo Romano, ha promosso ed organizzato per il 10 febbraio 2026 la Celebrazione del Giorno del Ricordo in collaborazione con la Prefettura di Napoli, la straordinaria partecipazione del Prefetto di Napoli, S. E. Michele di Bari, i partecipanti istituzionali ed i cittadini bruscianesi, fra cui i familiari di Sebastiano Sposito e Maria Carcich, si ritroveranno alle ore 16.00 presso la Chiesa San Sebastiano Martire. Prevista apposizione di un Corona di Fiori presso i “Giardini Vittime delle Foibe” in Viale Sandro Pertini.
Nel Giorno del Ricordo quindi si vivranno, con pari attenzione, partecipazione e condivisione, due momenti: quello laico della Cittadinanza, dell’Amministrazione Comunale e dello Stato, sottolineato dalla presenza del Prefetto di Napoli, nella conclamata verità storica e nel dignitoso rispetto delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata; quello religioso con la Comunità
Interparrocchiale raccolta presso la Chiesa del Santo Patrono Sebastiano Martire con il Parroco di Brusciano, Don Salvatore Purcaro, gli stessi rappresentanti istituzionali e la Fanfara del X Reggimento Carabinieri della Campania, i fedeli tutti per una ulteriore riflessione ed una conclusiva preghiera unita alla custodia e al ricordo di una delle pagine più dolorose della storia d’Italia. La manifestazione avrà anche la partecipazione della Scuola con gli Istituti Comprensivi De Filippo-De Ruggiero e Dante Alighieri Brusciano Capoluogo.
Ecco il messaggio trasmesso via social dal gratificato Giacomo Romano Sindaco di Brusciano: «Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2026 La comunità di Brusciano si prepara a vivere un momento di profonda memoria e riflessione. A nome mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale, desidero esprimere orgoglio e sincera gratitudine per la presenza del signor Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha voluto onorarci partecipando alla cerimonia del Giorno del Ricordo, dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. La presenza del Prefetto rappresenta un segno alto e concreto di attenzione dello Stato verso il valore della memoria, della verità storica e della dignità delle vittime, principi che come istituzioni abbiamo il dovere di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Un sentito ringraziamento va a don Salvatore per la generosa ospitalità e la disponibilità dimostrata nell’accogliere la comunità presso la Chiesa di San Sebastiano, luogo che saprà offrire il giusto raccoglimento a questo momento solenne. Particolare valore sarà dato anche dalla presenza della Fanfara del X Reggimento Carabinieri Campania, che con la sua musica accompagnerà la cerimonia, rendendo ancora più intenso e partecipato il ricordo. Sarà un momento condiviso con le scuole, le autorità civili e militari e con i discendenti degli esuli, perché ricordare è un atto di responsabilità e di giustizia».
Per le vicende storiche del Confine Orientale, i tragici fatti avvenuti dal 1943 al 1945, il fenomeno delle Foibe con migliaia di vittime ed i circa 350.000 istriani, fiumani e dalmati nell’Esodo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Parlamento italiano, con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, riconosceva la data del 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, avente l’obiettivo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Quale contributo al “Giorno del Ricordo” il sociologo e giornalista Antonio Castaldo, per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, riporta la testimonianza raccolta da Maria Carcich, rilevata nell’anno 2005 per la sua ricerca di storia sociale pubblicata per il Sessantesimo Anniversario della Liberazione. «Questa è l’esperienza vissuta da Sebastiano Sposito (Brusciano 19 gennaio1914-26 aprile 1986) e Maria Carcich (Lussinpiccolo, Pola, 4 luglio 1925-Brusciano 1° agosto 2007) nel periodo storico sopra richiamato. Nel 1939, Maria, 16 anni di età, sposò Sebastiano, il quale dopo aver partecipato come volontario alla guerra in Africa si trovava in servizio nel Corpo della Finanza a Lussinpiccolo. Giunse poi il tempo della loro odissea che iniziò dopo l’Armistizio, 8 settembre 1943, proprio a Lussinpiccolo, allora provincia dell’Istria, Pola, italiana dal 1923 al 1947, passata poi alla Jugoslavia. Oggi è in Croazia dove Mali Lošinj con i suoi 7000 abitanti è città capoluogo dell’isola di Lussino, alto Adriatico, parte meridionale dell’arcipelago del Quarnero.
In quel periodo il finanziere Sebastiano Sposito era in servizio a Pola, mentre la moglie Maria Carcich con la propria sorella ed i bambini erano ad Unie in vacanza. La mamma di Maria, Giovanna Carcich (Lussinpiccolo, Pola, 5 marzo1888-Brusciano 25 dicembre 1970) era proprietaria di una bella casa con un ampio appezzamento di terreno nella Venezia Giulia. Alla caduta del fascismo, rimasero sotto avvicendata occupazione di fascisti slavi, degli ustascia, dei cetnici, poi dei tedeschi. Dopo l’Armistizio intere colonne di militari italiani erano allo sbando e se intercettati dai tedeschi venivano uccisi e solo chi riusciva a passare da un’isola all’altra si salvava raggiungendo infine l’Italia.
Fino al dicembre 1943 la famiglia Sposito-Carcich restò unita pur nella sofferenza e covando progetti di fuga. Un giorno, Sebastiano si procurò una barchetta e così Maria e Sebastiano con due loro figli, sua sorella con il suo bambino, con una guida si avventurarono in mare aperto. Dopo due ore di mare grosso ed aver rischiato la vita, dovettero fare ritorno ad Unie, rinunciando alla pericolosa traversata. Due giorni dopo si imbarcarono su un dragamine della Marina Militare Italiana e così poterono raggiungere Pola. Abitavano a Veruna ed il secondo bambino era nato da pochi mesi, mentre si avvicinava il Natale del 1943 con una gran freddo. Quando iniziarono i bombardamenti, Sebastiano, esperto militare, prevedendo il peggioramento della situazione decise di chiedere il trasferimento per portare in salvo la famiglia. Fatta la domanda a gennaio 1944, il mese dopo erano tutti a Sacile in provincia di Udine. Ma anche qui ci furono i bombardamenti mentre nel 1945 gli scontri continuarono con i tedeschi combattuti dagli americani e dai partigiani italiani. Quando iniziò l’eccidio degli italiani, la loro prima bambina, Antonia era ad Unie con la nonna Giovanna. Intanto i partigiani raccontavano di bambini italiani sottratti con l’ingannevole promessa della salvezza, mentre venivano messi in cassoni per essere inabissati in mare. E si sapeva anche delle Foibe dove venivano in tanti spinti a morte sicura. Nonna Giovanna, che credeva la figlia Maria ancora a Pola, pensò di riportare la nipotina dalla madre. Chiuse a chiave la porta di casa e la consegnò alla sua vicina per riprendersela al ritorno. Ma il ritorno non fu più possibile e nonna Giovanna non sapeva che sarebbe morta Brusciano dopo un trentennio di esilio senza mai più rivedere la propria casa. La famigliola rimase a Sacile fino alla conclusione della guerra da dove assistette alla ritirata dei tedeschi. Subito dopo, Sebastiano venne trasferito a Venezia e, su propria istanza, a Padova. A Sebastiano, una volta finita la guerra, venne consegnata una medaglia per aver aiutato i partigiani e contribuito alla Resistenza. Dopo un po’ i coniugi maturarono l’idea di raggiungere Brusciano, in provincia di Napoli, paese di origine di Sebastiano. E così fu. All’inizio affittarono una casetta e comprarono dei mobili, poi con tanti sacrifici costruirono una casetta, e qui Sebastiano e Maria, con Nonna Giovanna, continuarono in serenità, amore e gioia la saga familiare arricchita da 5 splendidi figli: Antonia, Giovanni, Maria Grazia, Raffaele e Adriana. Nonna Giovanna, deceduta il giorno di Natale del 1970 non ha mai più rivisto la sua casa di origine e mai le è stata restituita la sua legittima proprietà». Le foto di famiglia son state fornite da uno dei discendenti, il fotografo Sebastiano Sposito, che si ringrazia per la gentile concessione». Tanto quale contributo storico e culturale nella rinnovata memoria del Giorno del Ricordo del 10 febbraio 2026 a Brusciano, Comune della Città Metropolitana di Napoli.