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In un mondo ideale, la politica dovrebbe essere l’arte del costruire. Oggi, purtroppo, somiglia sempre più a una ruspa che travolge i legami più sacri: quelli familiari. Siamo immersi in un caos dove la competizione elettorale è diventata una guerra fratricida, un terreno di scontro dove si è pronti a dividere fratelli, genitori e figli in nome di un voto.
Ma c’è un limite che non può essere valicato. La famiglia è un valore che viene prima di ogni tessera di partito, di ogni poltrona e di ogni ambizione personale.
Siamo stanchi di vedere personaggi che scendono in campo convinti che il paese sia proprietà privata. Persone che si ergono a giudici supremi, decidendo chi è “buono” e chi è “scemo”, chi deve prosperare e chi deve essere emarginato. Questa non è politica, è prevaricazione.
Quando il potere viene gestito come un feudo personale, il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Le comunità si svuotano perché manca l’ossigeno della libertà.
Mentre si litiga per le posizioni, i cittadini restano soli.
Si paga per servizi che non esistono, mentre le attività chiudono i battenti, mentre i nostri ragazzi non solo non hanno prospettive, ma vengono spesso mortificati da un sistema che premia la fedeltà al “capo” piuttosto che il merito e l’amore per il territorio.
Si parla tanto di crisi delle aree interne e di spopolamento. Ma come può un giovane restare in un luogo dove la politica è scontro e non partecipazione? La fuga dai piccoli centri non è solo economica, è morale. È la fuga da un clima tossico dove non c’è spazio per il futuro, ma solo per il mantenimento di vecchi privilegi.
La politica è partecipazione, non prevaricazione; chi non l’ha ancora capito è parte del problema, non della soluzione.
È giunto il momento di dire basta. È il momento che chi ha usato il territorio come un palcoscenico per il proprio ego faccia un passo di lato.
Quadrelle ha bisogno di respirare. Ha bisogno di aria nuova, di un rispetto profondo per le persone e di un futuro costruito da chi questo territorio lo ama nelle viscere, non da chi vuole solo usarlo come un trofeo da mettere in bacheca.
Non permettiamo che una campagna elettorale distrugga ciò che abbiamo di più caro. I candidati passano, le amministrazioni cambiano, ma la famiglia resta. Restituiamo dignità alla nostra comunità: scegliamo il rispetto, scegliamo l’unione, scegliamo chi mette il bene comune davanti all’interesse dei singoli “padroni”.
Adesso Quadrelle deve dimostrare di volere il bene al suo popolo l’alternativa c’è e si chiama “Quadrelle Futura le Radici”.
Antonio Colucci – Coordinatore Mandamantale Forza Italia