AGCOM, MANFREDI: SCONGIURATO RISCHIO CHIUSURA, NAPOLI RESTA SEDE PRINCIPALE

AGCOM, MANFREDI: SCONGIURATO RISCHIO CHIUSURA, NAPOLI RESTA SEDE PRINCIPALE

“Abbiamo scongiurato il rischio che Napoli fosse svilita e depauperata di un centro decisionale e il Meridione di un’istituzione di carattere nazionale”. Sono le parole dei deputati Pd Massimiliano Manfredi e Luigi Famiglietti,membro della Commissione Affari Costituzionale – sede referente del provvedimento – presentatori dell’apposito emendamento (22.24) presentato insieme ai colleghi del Pd  Michela Rostan, Giorgio Piccolo, Camilla Sgambato, Simone Valiante, Salvatore Piccolo, Tino Iannuzzi e Luisa Bossa le cui ragioni sono state recepite dall’emendamento finale del relatore Fiano sulla modifica dell’art.22 del Decreto Legge 90/2014 che, al nono comma, prevedeva l’unificazione delle sedi delle Autorità competenti e, dunque, la chiusura della sede legale napoletana dell’Autorità Garante per le Comunicazioni.  

 

“La versione precedente imponeva al Ministero dell’Economia e delle Finanze – ha spiegato Manfredi – di individuare entro il 30 settembre 2014 delle sedi comuni nelle quali trasferire gli uffici di molte autorità indipendenti, con il rischio che le scelte ministeriali avrebbero privilegiato e rafforzato Roma per questa attività di accorpamento. Grazie alla nostra battaglia le autorità indipendenti potranno invece concentrare i propri uffici nelle sedi principali. Una vittoria per Napoli, che stenta così il pericolo di trasferimenti e mantiene la sua centralità”.

 

“La chiusura della sede principale dell’Agcom da sempre nella nostra città – ha aggiunto Manfredi – non avrebbe portato alcun risparmio economico al bilancio dello Stato in quanto, come noto, le Autorità di regolazione non incidono sulla finanza pubblica, essendo esse finanziate interamente dal mercato da esse regolamentato, attraverso un contributo che gli operatori versano alle rispettive Autorità nella misura dell’1,5xmille del fatturato realizzato. In più la stessa Agenzia ha annunciato di recente la volontà di ridurre le spese utilizzando per la sede lavorativa un immobile del Demanio individuato proprio a Napoli.

I vantaggi in termini di entrate fiscali per la Regione Campania e tributi al Comune di Napoli, cui si aggiungono le somme versate dai dipendenti napoletani a Regione e Comune, in caso di trasferimenti in altra sede sarebbero stati sottratti a favore della Regione Lazio e del Comune di Roma”. 

 

“Settimana prossima – ha concluso Manfredi – ci sarà il passaggio in Aula per l’approvazione finale. Ringrazio il relatore ed il ministro Marianna Madia – ha concluso Manfredi – per aver accolto la nostra richiesta durante il dibattito di oggi di ridurre la percentuale prevista minima di lavoratori necessaria nella sede principale per evitare eccessivi scompensi per i lavoratori stessi e di aver approvato il sub emendamento al relatore presentato dal collega Famiglietti e sottoscritto da me e dal collega Gennaro Migliore e dal presidente di commissione Francesco Paolo Sisto che consentirà ulteriori risparmi sulle sedi preferendo la locazione di sedi demaniali o private se a condizioni economiche migliori”.