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Saviano – Un rituale che parte dal 2019, dove l’arte celebra il ciclo della vita- morte-vita. E’ questo il senso dell’evento artistico/alchemico ” sacrificArte”, curato da Carmine Ciccone – in collaborazione con Pietro Mingione – ed in programma,sabato 28 febbraio 2026, dalle ore 18,30 alle ore 23,30, nella corte e nel giardino dello storico Palazzo Caliendo in via Fratelli Tufano, 55 a Saviano.
Il rito si ispira agli antichi ideali ermetici e celebra il sacro ciclo della morte e della rinascita attraverso il potere dei quattro elementi e, in particolare, della forza purificatrice, magica e rigenerante del fuoco, che, divampando, elimina il superfluo e, attraverso la combustione, aggiunge luce celebrando l’eterno fluire.
Il rituale collettivo, che è una vera e propria cerimonia del fuoco, vedrà protagonisti gli artisti: Luigi Albi, Elio Alfano Sabrina Apicella, Lucio Afeltra, Alfonso Caccavale, Raffaele Boemio, Giusi Boemio, Claudio Bozzaotra, Carmine Ciccone, Carmine Dello Ioio, Anna Colmayer, Anna Crescenzi, Ugo Cordasco, Ciro D’Alessio, Gimmi Devastato, Lorenzo Di Marino, Cobra Creativo, Matti a Fontanella, Angelo Guaglione, Maria Gagliardi,Flavio Grasso, AnnacristinaForesta, Gianroberto Iorio,Alfonso Guarracino, AndreaGuarracino, Massimiliano Luchetti , Giovanni Losanno, Davide Matrisciano, Pietro Mingione, Girolamo Mulinaro, Maria Narducci, Nello Nappi, Emiliana Nudo, Luigi Pagano, Nicola Spinelli, Domenico Severino, Gerardo Vangone e Peppe the Fox sacrificheranno le proprie opere, offrendo al fuoco e fecondandolo di atti creativi.
Questa morte simbolica non è intesa in quanto tale e meramente fine a se stessa, ma è metafora del primo passo della Grande Opera, ossia la Nigredo o fase Nero, che rappresenta il primo indispensabile passaggio del processo trasformativo alchemico.
L’offerta sacrificale del lavoro artistico al principio igneo e la sua morte simbolica attraverso la scintilla divina prodotta dal fuoco, si eleva, dunque ad atto rituale che apre le porte – come il corrispondente arcano maggiore- alla rinascita spirituale su un piano più elevato e trasformativo, dando inizio al nuovo ciclo.
In quest’accezione, il rituale magico-trasformativo, propone anche un cambio di paradigma del concetto temporale, collegandosi ad una concezione antica e ciclica dello stesso, legata alle fasi della natura, che, collegata ai principi, consente l’elevazione a livelli superiori e più puri a ogni nuovo ciclo.
Per tale motivo e non a caso, l’evento celebrativo si svolge ogni anno in pieno inverno, che grazie al fuoco purificante e purificato, appare e brilla nella rinnovata luce della più elevata consapevolezza.