Sanremo 2026, debutto tra omaggi e imprevisti: ecco la Top 5 della prima serata

Sanremo 2026, debutto tra omaggi e imprevisti: ecco la Top 5 della prima serata

Sanremo — La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è consumata in un clima insolitamente contenuto, lontano dai picchi emotivi e spettacolari che negli ultimi anni avevano caratterizzato l’apertura della kermesse. Più che un’esplosione di energia, l’esordio si è distinto per un andamento lineare, quasi trattenuto, in pieno stile Carlo Conti.

Il momento più “adrenalinico” della serata è arrivato paradossalmente da un imprevisto tecnico: il breve malfunzionamento del microfono di Tredici Pietro, risolto rapidamente ma sufficiente a rompere una narrazione televisiva altrimenti priva di scosse.

Per il resto, il Festival ha scelto la strada della continuità e della tradizione. Spazio agli omaggi istituzionali, con i ricordi di Pippo Baudo e Beppe Vessicchio, e a segmenti dal sapore televisivo classico, tra gag misurate tra Conti e Laura Pausini e momenti curiosi come l’incontro simbolico tra due “Sandokan”, Kabir Bedi e Can Yaman. Elementi che hanno costruito una serata più rassicurante che sorprendente.

Non sono mancati, tuttavia, segnali di una modernità ancora in fase di assestamento. L’uso dell’intelligenza artificiale durante “Papaveri e Papere”, la comparsa dell’errore grafico “Repupplica” e l’ingresso fuori tempo di Dargen D’Amico hanno introdotto elementi di discontinuità, rapidamente amplificati sui social, dove la narrazione del Festival si è sviluppata in parallelo a quella televisiva.

Anche Laura Pausini è finita al centro dell’attenzione per una battuta a doppio senso sfuggita al controllo del copione, diventata in poche ore uno dei momenti più commentati della serata. Episodi che, pur marginali nella costruzione complessiva dello show, contribuiscono a definire il racconto contemporaneo di Sanremo, sempre più influenzato dalla reazione immediata del pubblico digitale.

Sul piano musicale, la serata si è conclusa solo a notte inoltrata, all’1:28, con l’annuncio della Top 5 provvisoria, determinata dal voto della sala stampa, tv e web. Tra i nomi emersi figurano Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e il duo Fedez-Masini. Una selezione che, con poche eccezioni, riflette le previsioni già elaborate da modelli algoritmici e analisi di settore, pur restando distante dalla reale percezione del pubblico, ancora tutta da verificare.

Particolarmente significativa la presenza di Ditonellapiaga, indicata come outsider credibile per originalità e consenso critico, mentre Serena Brancale si conferma tra i profili più solidi anche secondo alcune proiezioni digitali. Fulminacci, invece, rappresenta la variabile più imprevedibile, capace di inserirsi nei pronostici più alternativi.

Il debutto del Festival, dunque, si muove su un equilibrio delicato: da un lato la volontà di preservare una dimensione istituzionale e controllata, dall’altro la necessità di intercettare un pubblico sempre più abituato a ritmi veloci e contenuti immediati. Un equilibrio che, almeno nella prima serata, sembra ancora in fase di definizione.

Sanremo resta centrale nel panorama culturale italiano, ma il confronto con le edizioni più recenti apre interrogativi sulla sua capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità. La sensazione, per ora, è quella di un Festival che osserva sé stesso, sospeso tra memoria e trasformazione.