Quadrelle – questione mensa: il gruppo di opposizione chiama in causa Sindaco e Dirigente Scolastico

Quadrelle   questione mensa: il gruppo di opposizione chiama in causa Sindaco e Dirigente Scolastico

Comunicato stampa-Lo scorso anno scolastico, presso la scuola Primaria di Via Aldo Moro, è partita la prima classe a tempo prolungato. Un traguardo atteso da anni e accolto con grande soddisfazione dalla scuola e dall’intera comunità: per la prima volta dopo molto tempo il nostro plesso cresceva, passando dalle consuete cinque classi a sei classi, grazie all’avvio di una nuova prima a tempo prolungato.

Per rendere possibile questo progetto in modo serio, ordinato e rispettoso delle regole, l’allora Amministrazione ROZZA, in accordo con il Dirigente scolastico, aveva individuato un supporto economico concreto: l’acquisto, per l’intero anno scolastico, di tutto il materiale necessario per il consumo dei pasti durante la mensa. Parliamo di bicchieri, piatti, forchette, tovagliette: tutto rigorosamente in plastica biodegradabile. La motivazione era chiara e condivisa: la Dirigente sottolineava che NON era pensabile far portare le posate da casa ai bambini, perché NON corretto né dal punto di vista SANITARIO né da quello IGIENICO. Un principio di buon senso, prima ancora che una scelta organizzativa, a tutela degli alunni e delle famiglie.

Come passata amministrazione ci siamo rimboccati le maniche: abbiamo reperito i fondi e garantito la copertura per tutto il periodo della mensa, sostenendo una spesa complessiva di 3.000 euro. Una decisione responsabile, che ha permesso di avviare il tempo prolungato con dignità, senza scaricare sulle famiglie ulteriori costi aggiuntivi né creare disuguaglianze tra chi può e chi non può.

Quest’anno, inoltre, avevamo saputo che si sarebbe formata una ulteriore classe a tempo prolungato. Un risultato ancora più significativo: a settembre le classi della scuola primaria sarebbero diventate sette, un traguardo MAI raggiunto in passato.
Di fronte a questa notizia, che ci ha ulteriormente gratificato come comunità e come istituzione, avevamo ACCANTONATO altri 3.000 euro, arrivando così a un totale di 6.000 euro destinati all’acquisto del materiale biodegradabile necessario per le due classi a tempo prolungato in partenza a settembre 2026.

Oggi, con grande sorpresa, siamo venuti a conoscenza di un ACCORDO tra il Dirigente scolastico e il Sindaco che modifica radicalmente l’approccio seguito finora.
La nuova amministrazione, insieme al delegato alla distruzione delle strutture scolastiche, si è dimostrata contraria al tempo prolungato, arrivando perfino a proporne l’abolizione a partire da settembre.
Tuttavia, a sorpresa, emerge un’intesa per permettere comunque l’avvio di due classi con orario a tempo prolungato. Per rendere ciò possibile, l’Amministrazione comunale, in accordo con il Dirigente scolastico, ha optato per una soluzione controversa: rinunciare all’acquisto di materiale biodegradabile per i pasti.
Secondo le informazioni raccolte, il nuovo accordo prevede che l’onere venga trasferito direttamente alle famiglie. Saranno infatti i genitori degli alunni delle due classi a tempo prolungato a farsi carico della fornitura di piatti, bicchieri e posate.

A questo punto, come gruppo di opposizione, riteniamo doveroso porre alcune domande pubbliche e precise, perché qui non si tratta di polemica, ma di TRASPARENZA, COERENZA e TUTELA DEI BAMBINI.

Alla DIRIGENTE scolastica chiediamo: se lo scorso anno questa stessa ipotesi, avanzata anche dall’Amministrazione Rozza, non venne accettata dalla scuola perché ritenuta non idonea dal punto di vista igienico-sanitario, come mai oggi la medesima soluzione viene addirittura proposta dal Dirigente scolastico? Cosa è cambiato, concretamente? Sono cambiate le valutazioni igieniche? Sono cambiate le indicazioni? Oppure si tratta di una scelta dettata esclusivamente da ragioni economiche e amministrative?
Le famiglie HANNO DIRITTO A UNA RISPOSTA CHIARA, NON A UN CAMBIO DI DIREZIONE PRIVO DI SPIEGAZIONI.

Al SINDACO chiediamo invece: perché non utilizzate i fondi già previsti?
Perché rinunciare a risorse che erano state pensate proprio per garantire il servizio senza scaricarne il costo sui genitori?
Dove sono finiti quei 6.000 euro accantonati per un obiettivo preciso e dichiarato?
E soprattutto: cosa si sta comunicando alle famiglie?
Si sta dicendo apertamente che, oltre a iscrivere i figli al tempo prolungato, dovranno sostenere anche una spesa aggiuntiva per rendere il servizio concretamente praticabile?

NON è ACCETTABILE che un servizio educativo venga annunciato come opportunità e poi, nei fatti, diventi un percorso a ostacoli per le famiglie.
NON è ACCETTABILE che, pur di “far partire” formalmente le classi, si scarichi sulle mamme e sui papà la responsabilità dell’organizzazione quotidiana della mensa. NON è ACCETTABILE che lo si faccia senza un confronto pubblico, senza chiarezza, senza assumersi la responsabilità politica della decisione.

Il sospetto che inevitabilmente nasce è che questa scelta nasconda qualcos’altro: forse la necessità di far fronte a promesse elettorali, forse la volontà di dirottare risorse verso altre priorità, forse l’influenza del delegato alla distruzione dei plessi scolastici e’ più forte del volere del sindaco, che anziché sostenere la crescita della scuola, finisce per ostacolarla con decisioni miopi e dannose. Qualunque sia la ragione, non si può giocare sulla pelle delle famiglie e sulla qualità del servizio.

È bene dirlo con franchezza: se il tempo prolungato è un valore per la comunità, allora va sostenuto con atti coerenti.
Se si ritiene che il materiale monouso biodegradabile sia necessario per garantire igiene e sicurezza, allora lo si deve garantire, come già fatto lo scorso anno.
Se invece si sostiene oggi che possono occuparsene i genitori, allora occorre spiegare perché fino a ieri questa ipotesi veniva giudicata improponibile e oggi diventa improvvisamente accettabile, nonostante ci siano i fondi.

Ecco, cari cittadini: questi sono i nodi da sciogliere, nel pieno di un’estate calda non solo per il clima, ma anche per le questioni aperte che riguardano i servizi essenziali.
Il rischio concreto è che, ancora una volta, a pagare il prezzo di una gestione confusa e contraddittoria siano le famiglie.
Genitori che, convinti di aver iscritto i propri figli in una sezione a tempo prolungato con un’organizzazione adeguata, si ritroveranno invece a rincorrere necessità quotidiane, soluzioni improvvisate, spese inattese e responsabilità che dovrebbero essere dell’istituzione.

NOI NON CI SIAMO.
Chiediamo risposte, chiediamo trasparenza, chiediamo coerenza.
E chiediamo, soprattutto, che la scuola venga messa al centro, non usata come terreno di scarico per scelte amministrative poco chiare.

La crescita del plesso di Via Aldo Moro è un fatto positivo che merita sostegno, non passi indietro.
Se davvero si vuole difendere il tempo prolungato, lo si dimostri con i fatti: utilizzando i fondi previsti, rispettando gli impegni presi, garantendo un servizio che non crei disparità e non imponga alle famiglie ulteriori oneri organizzativi ed economici.

Le famiglie meritano chiarezza oggi, non a settembre, quando sarà troppo tardi e i disagi ricadranno, come sempre, su chi ha meno strumenti per far sentire la propria voce: i bambini.

Il gruppo di Opposizione in Consiglio Comunale