Papa Francesco e la Giornata mondiale della Gioventù 2023

La Giornata Mondiale della gioventù è un incontro internazionale di spiritualità e cultura dei giovani cattolici, promosso dalla Chiesa  su iniziativa del papa. Nasce nel 1985 per iniziativa di Papa Giovanni II che desiderava promuovere le aspirazioni dei giovani ad avere un proprio spazio nella chiesa e nel mondo.  Si svolge ogni due o tre anni in una specifica città del mondo scelta volta per volta dal pontefice, con un grande raduno che avviene secondo modalità consolidate negli anni e con un grande numero di partecipanti da ogni parte del mondo. La Giornata Mondiale della Gioventù ha due simboli che la accompagnano e la rappresentano: la Croce del Pellegrino (3 metri e 80 centimetri di altezza) e l’icona della Madonna Salus Populi Romani (introdotta dal 2003 da Wojtyla come simbolo della presenza di Maria tra i giovani). Nei mesi che precedono ogni GMG i simboli svolgono un pellegrinaggio per annunciare il Vangelo e accompagnare i giovani, in modo speciale nelle realtà in cui vivono.

Quest’anno l’incontro internazionale si è svolto dal 1 al 6 agosto a Lisbona in Portogallo, presieduto da Papa Francesco che è al suo quarto raduno.

L’intuizione di Papa Giovanni II che aveva avuto sui giovani che sentivano il desiderio di ritrovarsi insieme, di condividere la loro esperienza, di ascoltare una parola di fede, di guardare insieme al futuro, di rinnovare e confermare il proprio impegno,  ancora oggi da i suoi grandiosi risultati vista la partecipazione imponente ad ogni edizione.

Il tema di quest’anno, scelto da Francesco, è “Maria si alzò e andò in fretta (LC 1,39)”. La frase biblica apre il racconto della Visitazione (la visita di Maria a sua cugina Elisabetta), un episodio biblico che segue l’Annunciazione. Maria di Nazaret è la grande figura del cammino cristiano, che ci insegna a dire di sì a Dio. Lei che è stata la protagonista della penultima  edizione della GMG lo è anche a Lisbona.

Nell’episodio biblico della Visitazione, l’azione di alzarsi presenta Maria, allo stesso tempo, come donna di carità e donna missionaria. Il partire in fretta è l’atteggiamento con cui sono sintetizzate le indicazioni di Papa Francesco per la GMG di Lisbona: “Che siano di evangelizzazione attiva e missionaria da parte dei giovani, che riconosceranno e testimonieranno comunque la presenza del Cristo vivente”.

Per la veglia con Papa Francesco per la notte tra il 5 e 6 agosto nel parco Parque Tejo di Lisbona sono arrivati più di un milione e mezzo di Giovani. Il grande parco, circa 90 ettari, sulla riva destra del fiume Tago vicino alla foce del fiume Trancao, era esso stesso un fiume di ragazzi, un arcobaleno di magliette e cappellini, di bandiere provenienti da tutto il mondo. Giovani che lo hanno atteso per tutto il pomeriggio senza un cenno di stanchezza, pronti ad ascoltarlo.

Bergoglio, come in altre occasioni, ha lasciato da parte il discorso preparato ed ha parlato a braccio, invitando i giovani ad aiutare gli altri a rialzarsi. “Gli alpini che amano salire sulle montagne” dicono in un canto che “ciò che importa non è cadere ma non rimanere a terra. “E’ una cosa bella”, ha commentato. “Chi rimane a terra è andato in pensione da questa vita, ha chiuso la speranza, le illusioni. Quando vediamo qualche amico nostro che è caduto dobbiamo aiutare a rialzarlo”.

“L’unica volta che possiamo guardare una persona dall’alto verso il basso è quando lo aiutiamo a rialzarsi”, ha detto il Papa.

“Nella vita nulla è gratis. Tutto si paga. Solo una cosa è gratis: l’amore di Gesù. Allora con l’amore di Gesù e con la voglia di camminare, camminiamo nella speranza. Riscopriamo le nostre radici e andiamo avanti senza paura. Non abbiate paura”. E’ l’esortazione che Papa Francesco lancia ai giovani.

“La gioia è missionaria” e noi “siamo radici di gioia per gli altri”. Così Papa Francesco durante la Veglia e per meglio spiegare ricorda quando Maria, che aveva appena ricevuto dall’Angelo la notizia di essere incinta, corre dalla cugina Elisabetta, anche lei in attesa. “Si alzò e andò in fretta”, ricorda il Pontefice, “compie un gesto non richiesto e non dovuto”.

“Maria va perché ama” e chi ama corre lietamente. Questo è quello che ci fa fare l’amore“, sottolinea Francesco che continua: “è curioso che invece di pensare a se stessa pensa a un’altra perché la gioia è missionaria”.

“La gioia non è per uno ma per portarla ad altri. E noi siamo radici di gioia”.

“Tutto quello che abbiamo ricevuto ci aiuta a preparare il nostro cuore per il bene, tutti se guardiamo indietro, abbiamo persone che sono state un raggio di luce per la nostra vita: padri, nonni, amici, religiosi, catechisti, maestri. Loro sono come le radici della gioia” e “anche noi possiamo essere radici di gioia per gli altri”.

Come tradizione, al termine dell’Angelus a Lisbona, atto conclusivo della 37a Giornata Mondiale della Gioventù, Francesco ha annunciato la sede del prossimo appuntamento internazionale in Corea del Sud: “Dalla frontiera occidentale all’estremo Oriente, segno di universalità della Chiesa”. Ragazzi e ragazze di tutto il mondo si raduneranno già tra due anni a Roma per l’evento giovanile nell’ambito dell’Anno Santo sul tema della speranza: “Vi aspetto!”

 Nunziata Napolitano

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