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AVELLINO — Una notte agitata ha scosso il pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove una lite tra alcune persone presenti nell’area del triage è rapidamente degenerata in una violenta rissa, provocando momenti di forte tensione tra pazienti e personale sanitario.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’episodio si sarebbe verificato nelle ore notturne all’interno del reparto di emergenza del polo sanitario di contrada Amoretta. Protagonisti dello scontro sarebbero stati alcuni accompagnatori di un paziente arrivato in codice rosso, che avrebbero iniziato a discutere animatamente tra loro per motivi ancora non chiariti.
La situazione sarebbe precipitata nel giro di pochi minuti. Dalle parole si sarebbe passati agli spintoni e poi alla violenza fisica, creando un clima di forte agitazione tra i presenti e costringendo il personale sanitario a gestire una situazione di emergenza che nulla aveva a che vedere con le cure mediche.
Durante la colluttazione sarebbe stato utilizzato anche spray al peperoncino, che ha provocato irritazioni e difficoltà respiratorie ad alcune persone presenti nell’area del triage. Alcuni di loro hanno dovuto ricevere assistenza immediata proprio dal personale sanitario già impegnato nella gestione dei pazienti.
I vigilantes in servizio presso la struttura hanno tentato di riportare la calma, ma la tensione è rimasta alta fino all’arrivo delle forze dell’ordine, intervenute per ristabilire la situazione e mettere in sicurezza il reparto.
Gli agenti hanno avviato gli accertamenti ascoltando testimoni e persone presenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Non si esclude che nelle prossime ore possano essere formalizzate denunce nei confronti dei soggetti coinvolti.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli ospedali, una questione che negli ultimi anni ha suscitato crescente preoccupazione tra operatori sanitari e istituzioni. Medici e infermieri, spesso impegnati in turni notturni e in condizioni di forte pressione, si trovano talvolta ad affrontare situazioni di tensione che vanno ben oltre l’ambito sanitario.
Resta dunque aperta una domanda che attraversa sempre più spesso il dibattito pubblico: come garantire la sicurezza di chi lavora nei luoghi in cui si dovrebbe soltanto curare e salvare vite?