Addio a Valeria Fedeli, sindacalista e ministra dell’Istruzione: una vita spesa per i diritti, la scuola e le donne

Addio a Valeria Fedeli, sindacalista e ministra dell’Istruzione: una vita spesa per i diritti, la scuola e le donne

Si è spenta all’età di 76 anni Valeria Fedeli, sindacalista, dirigente politica ed ex ministra dell’Istruzione nel governo guidato da Paolo Gentiloni. Una figura centrale della vita pubblica italiana degli ultimi decenni, protagonista di battaglie civili, sociali e femministe che hanno segnato il dibattito politico e culturale del Paese.

Nata a Treviglio nel 1949, Fedeli ha costruito il proprio percorso partendo dal sindacato. È cresciuta all’interno della Cgil, diventando una delle sue dirigenti più autorevoli fino a ricoprire il ruolo di segretaria generale della Filtea-Cgil, la categoria dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento. Un impegno costante, sempre orientato alla tutela del lavoro, dei diritti e della dignità delle persone, che l’ha portata nel 2012 anche alla vicepresidenza di Federconsumatori.

Il passaggio alla politica istituzionale è arrivato nel 2013 con l’elezione al Senato nelle fila del Partito Democratico. A Palazzo Madama ha ricoperto incarichi di primo piano, diventando vicepresidente del Senato e presiedendo temporaneamente l’aula tra gennaio e febbraio 2015, in un momento delicato della vita parlamentare.

Nel 2016 è stata chiamata a guidare il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Da ministra ha portato con sé il bagaglio di un’esperienza maturata nel mondo del lavoro e del sindacato, affrontando il tema della scuola come presidio democratico e sociale, al centro dello sviluppo del Paese.

Accanto all’impegno istituzionale, Valeria Fedeli non ha mai abbandonato le battaglie per i diritti delle donne. È stata tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, diventato un punto di riferimento del femminismo contemporaneo italiano e simbolo di una mobilitazione diffusa contro le discriminazioni e le disuguaglianze di genere.

Sposata con Achille Passoni, ex commissario del Partito Democratico in Sardegna, Fedeli lascia il ricordo di una donna determinata, coerente e profondamente legata ai valori della giustizia sociale e della partecipazione democratica. Con la sua scomparsa, il Paese perde una voce autorevole e una protagonista di lungo corso della vita pubblica italiana.