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Un viaggio nell’anima, nella libertà del pensiero e nel rinnovamento dello spirito: è questo il cuore del monologo liberamente ispirato a una sezione de “Il Candelaio” di Giordano Bruno, che porta in scena una figura femminile intensa e affascinante, Carubina, donna del Cinquecento, bella e suadente, ma soprattutto simbolo di una profonda evoluzione interiore.
Attraverso il dialogo metaforico con lo specchio, Carubina racconta il proprio cammino di consapevolezza: una lenta ma inesorabile presa di coscienza che la conduce a liberarsi degli orpelli e dei gravami del passato, di tutto ciò che appesantisce e limita lo spirito. Il suo cambiamento avviene grazie all’incontro con un pittore straordinario, Giovan Bernardo – alias Giordano Bruno, e ai suoi ritratti “sorprendenti”, che diventano strumenti di rivelazione e di risveglio interiore.
La protagonista si trova così davanti a una realtà turpe, volgare, soffocante, segnata da insanabili contraddizioni. Una dimensione dura e inevitabile, dalla quale tuttavia è possibile affrancarsi scegliendo la via più alta: il culto della bellezza, della conoscenza e della natura, in tutte le sue manifestazioni. Solo attraverso l’intelletto, l’astuzia e la capacità di cogliere le opportunità offerte dal caso, Carubina riesce a riappropriarsi della propria libertà spirituale.
Lo spettacolo si configura come un potente racconto teatrale che, pur affondando le radici nel pensiero rinascimentale di Giordano Bruno, parla con sorprendente attualità all’uomo contemporaneo, invitandolo a interrogarsi sul senso della conoscenza, sul valore della bellezza e sulla necessità di liberare la propria coscienza.
Un sentito ringraziamento è rivolto all’attrice Silvia Priori – drammaturga, scenografa, regista e fondatrice del Teatro Blu di Varese – per la sensibilità artistica e la profondità interpretativa con cui ha dato vita a questo intenso monologo, capace di emozionare, far riflettere e lasciare un segno profondo nel pubblico.