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SPERONE – Non è soltanto una denuncia. È il racconto di una difficoltà vissuta ogni giorno da tanti studenti e lavoratori costretti a fare i conti con i disagi del trasporto pubblico. È il grido di dolore di Carolina Festa, giovane pendolare della tratta Avella-Napoli, che attraverso la sua testimonianza racconta anni di sacrifici, attese e viaggi diventati sempre più complicati.
Una storia personale che diventa la voce di tanti pendolari dell’area nolano-baianese, spesso costretti ad affrontare giornate interminabili soltanto per raggiungere il luogo di studio o di lavoro.
Carolina racconta un percorso iniziato già con la chiusura della linea Circumvesuviana Baiano-Napoli, quando per arrivare nel capoluogo era necessario raggiungere San Giorgio a Cremano e poi proseguire con altri collegamenti. Un viaggio che poteva superare le due ore tra treni, cambi, attese e metropolitana.
Oggi, con l’utilizzo dei bus sostitutivi, la situazione resta complessa. La giovane studentessa spiega di dover raggiungere la fermata di Sperone, distante circa venti minuti a piedi dalla propria abitazione, per poi affidarsi a mezzi che devono fare i conti con traffico, ritardi, maltempo e imprevisti quotidiani.
I tempi di percorrenza, secondo il suo racconto, possono arrivare anche a due o tre ore per singola tratta: ore sottratte allo studio, al riposo e alla vita personale.
A pesare non sono soltanto i ritardi. Carolina parla anche di corse saltate, autobus pieni che non riescono ad accogliere altri passeggeri e condizioni difficili soprattutto nei periodi più caldi.
«Pago 82 euro di abbonamento mensile per un disservizio», è una delle frasi che racchiude tutta l’amarezza della giovane pendolare.
Ma il prezzo più alto, racconta Carolina, non è quello economico. Dopo anni trascorsi con questi ritmi, la situazione avrebbe avuto conseguenze anche sulla sua salute, tanto da essere costretta a fermarsi temporaneamente dal percorso universitario.
Una scelta dolorosa per una ragazza che chiedeva soltanto di poter esercitare un diritto fondamentale: quello allo studio.
La sua testimonianza diventa così il simbolo di tanti giovani che ogni mattina affrontano le stesse difficoltà in silenzio, tra sacrifici e senso di abbandono.
Quello che Carolina chiede non è un privilegio, ma semplicemente la possibilità di viaggiare in condizioni dignitose. Il diritto alla mobilità, allo studio e alla salute sono valori essenziali che non possono trasformarsi in una corsa a ostacoli quotidiana.
La voce di Carolina oggi rappresenta quella di tanti pendolari che continuano a chiedere attenzione, soluzioni concrete e un servizio all’altezza delle esigenze del territorio.