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SORBO SERPICO – Un piccolo comune irpino di poco più di 500 abitanti si ritrova con ben otto liste in campo. Un numero già di per sé fuori misura, che diventa ancora più sorprendente – e per molti difficile da spiegare – se si guarda alla composizione delle candidature.
Secondo quanto emerso, sei delle otto liste sarebbero formate in gran parte da non residenti, molti provenienti dall’area napoletana e diversi appartenenti alle forze dell’ordine. Una circostanza che ha immediatamente acceso il dibattito, riportando al centro dell’attenzione il fenomeno del cosiddetto “turismo elettorale”.
In un contesto come quello di Sorbo Serpico, inoltre, non è prevista la raccolta firme per la presentazione delle liste, elemento che rende ancora più semplice la partecipazione e contribuisce a spiegare – almeno in parte – l’elevato numero di compagini in campo.
Resta però il dato politico e sociale: in un paese così piccolo, la presenza di sei liste composte prevalentemente da candidati non legati al territorio rappresenta un elemento che fa discutere e che molti considerano difficilmente comprensibile. Il sospetto, sollevato da più parti, è che dietro alcune candidature possano esserci interessi legati a benefici o agevolazioni, alimentando polemiche e richieste di maggiore chiarezza.
Al di là di questo scenario, la sfida reale sembra concentrarsi su due nomi ben radicati nella comunità: il sindaco uscente Teresa Fontanella e il suo ex vice Antonio De Pascale. Una competizione tutta interna al paese, che rischia però di essere offuscata da un quadro elettorale ritenuto da molti fuori dall’ordinario.
Tra chi parla apertamente di liste “di comodo” e chi richiama il rispetto formale delle norme, il clima si fa sempre più acceso.
Resta però una domanda che in molti si pongono: è davvero normale che in un comune di poco più di 500 abitanti si presentino otto liste, di cui la maggior parte composta da non residenti?
La legge lo consente, ma il dubbio resta. E a Sorbo Serpico, più che una semplice tornata elettorale, sembra ormai un caso politico destinato a far discutere ben oltre i confini del paese.