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Un appello formale al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, è stato inviato dal Comitato contro il selvaggio eolico e fotovoltaico su suolo agricolo insieme ai rappresentanti istituzionali dell’Alta Irpinia. La lettera, datata 19 febbraio 2026 e partita da Bisaccia (Avellino), chiede una verifica urgente dell’iter autorizzativo che consente la realizzazione di impianti da fonti di energia rinnovabile (FER) nel territorio.
Secondo i firmatari, pur riconoscendo la necessità della transizione energetica, l’attuale sviluppo degli impianti starebbe assumendo “un carattere selvaggio e predatorio”. Il territorio dell’Alta Irpinia, dichiarato “saturo” dalla Regione già nel 2016, rischierebbe infatti l’installazione di ulteriori grandi impianti eolici e fotovoltaici su terreni agricoli di pregio, in particolare su suoli seminativi destinati alla produzione cerealicola.
Pianificazione e norme sotto osservazione
Nel documento si sottolinea come il settore energetico sia regolato da diversi strumenti legislativi e di pianificazione, tra cui il Piano Energetico Ambientale (PEA) e il Piano Territoriale Regionale (PTTR), oltre alle normative governative sulle aree idonee e di accelerazione. Viene inoltre ricordato che i Comuni hanno l’obbligo di dotarsi del Piano Urbanistico Generale (PUG): l’assenza o l’inosservanza di tali strumenti, sostengono i firmatari, favorirebbe provvedimenti che permettono alle società energetiche di accedere senza ostacoli al settore delle rinnovabili.
Critiche al quadro normativo
Il comitato richiama anche alcune disposizioni legislative ritenute controverse: le società energetiche, affermano, possono beneficiare dell’esproprio tra privati previsto dalla legge 387/2003, non pagherebbero l’IMU sugli impianti considerati imbullonati, sarebbero esentate da alcune norme del codice degli appalti e potrebbero ottenere affidamenti dei lavori tramite procedure semplificate introdotte con lo “Sblocca Italia” del 2016.
“Salvaguardare il territorio”
La richiesta finale è chiara: l’Alta Irpinia chiede il rispetto e la salvaguardia del proprio territorio, ritenuto già fortemente compromesso dalla presenza di impianti energetici.
La lettera è firmata da Antonio Michele Solazzo, Ninomario Scotese e Filomeno Caruso, che restano in attesa di un riscontro da parte della Regione.