La disabilità fra preconcetti e discriminazioni.

La disabilità fra preconcetti e discriminazioni.

di Vincenzo Serpico 
Oleg è un italiano di ventotto anni che lavora con contratto a tempo indeterminato nella funzione di fisioterapista, Rudolph è il suo cane guida ed entrambi stanno incappando in situazioni, che richiamano alla mente “arcaici preconcetti” e “moderne discriminazioni”. Il contesto in cui la storia si dipana, non è quello di qualche remoto paesino presente nei lontani territori montani o nelle sterminate pianure rurali del Centro o del Sud Italia, ma tutto si svolge nella “civile” città di Pavia. Oleg decide di vivere in regime di autonomia personale, aiutato in questo dai suoi “occhi canini”, chiamati Rudolph e intraprende contatti per rintracciare un piccolo appartamento, da prendere in fitto per essere vicino al suo posto di lavoro.

Un diritto “implicito” che si desume dalla lettura attenta dei comma afferenti all’articolo 33 della legge 104/92, che dichiara le agevolazioni lavorative e residenziali da applicare ad un disabile.

Oleg chiede, ad alcuni proprietari la disponibilità ad un contratto di locazione, chiarendo il suo status di non vedente e la necessaria compresenza nell’abitazione del suo “amico a quattro zampe”. A tutt’oggi Oleg recepisce la indisponibilità di tanti proprietari di case, che espongono le loro ingiustificate preoccupazioni in merito alla tenuta igienica degli ambienti ed al fatto che Rudolph in qualche modo potrebbe danneggiarli.

Oleg è felicemente fidanzato, chiede alla sua ragazza di interloquire con gli stessi proprietari da lui contattati e di fronte alla dichiarazione di essere “single”, giungono numerose disponibilità.

Oleg è un italiano di ventotto anni che lavora con contratto a tempo indeterminato nella funzione di fisioterapista, Rudolph è il suo cane guida ed entrambi stanno incappando in situazioni, che richiamano alla mente “arcaici preconcetti” e “moderne discriminazioni”. Il contesto in cui la storia si dipana, non è quello di qualche remoto paesino presente nei lontani territori montani o nelle sterminate pianure rurali del Centro o del Sud Italia, ma tutto si svolge nella “civile” città di Pavia. Oleg decide di vivere in regime di autonomia personale, aiutato in questo dai suoi “occhi canini”, chiamati Rudolph e intraprende contatti per rintracciare un piccolo appartamento, da prendere in fitto per essere vicino al suo posto di lavoro.