Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende

Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende

Qui non siamo davanti a una distrazione occasionale, né a un dettaglio trascurabile. Qui siamo davanti a un insulto quotidiano. L’ingresso dell’ufficio postale di Sperone si presenta come una fotografia impietosa di quella che qualcuno osa ancora chiamare “normalità”. Gradini divelti, una porta d’ingresso con meccanismi rotti per l’apertura e la chiusura, uno spazio antistante sconnesso, con asfalto e materiali sollevati dal tempo e dall’abbandono. Un concentrato di incuria che accoglie ogni giorno cittadini, anziani, lavoratori, famiglie.

È su questo scenario che interviene con parole dure il dottor Salvatore Alaia, deciso a non lasciar cadere nel silenzio una vicenda che definire secondaria sarebbe già una presa in giro. Perché qui non si parla di estetica, ma di sicurezza, dignità e rispetto. Rispetto per chi chiede solo di entrare in un ufficio pubblico senza rischiare di cadere, senza sentirsi un fastidio, senza doversi adattare a strutture che sembrano dimenticate da chi dovrebbe vigilare.

Se questo è il parametro con cui alcuni enti pubblici misurano la loro efficienza, allora siamo di fronte a una resa senza nemmeno combattere. Disattenzione, negligenza, superficialità: parole che non sono accuse generiche, ma descrizioni puntuali di uno stato di fatto. Perché quando un luogo pubblico diventa pericoloso e nessuno interviene, non è più una svista. È una scelta.

E allora viene da chiedersi, con l’amarezza di chi non accetta di abbassare la testa: se questa è la normalità, se questo è lo standard, allora beati loro. Beati quelli che non vedono, che passano oltre, che ignorano norme, responsabilità e cittadini. Ma guai a chiamarla normalità. Questa è incuria istituzionalizzata, ed è giusto dirlo ad alta voce. Perché il silenzio, in casi come questi, è solo complicità.                                                                                                                                                                                                                                                                                Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende Sperone, l’ingresso dell’ufficio postale e la normalità che offende