Nola e territorio. Verso il Patto educativo di comunità. Le colture idroponiche e la green economy: ecco il Polo 4 Food Lab, il progetto formativo del Leone- Nobile

di Gianni Amodeo         

Nola e territorio. Verso il Patto educativo di comunità. Le colture idroponiche e la green economy: ecco il Polo 4 Food Lab, il progetto formativo del Leone  Nobile
Il dirigente dell’Istituto Prof. Vincenzo Serpico

Un  Laboratorio indoor  in esercizio negli spazi didattici  della succursale di viale Garibaldi, che sarà strutturato  con piattaforma, vasche, tubazioni, pompe e attrezzature dedicate per regolare l’immissione dei nutrienti e i flussi d’acqua,  in fase ormai di  avanzato allestimento con sofisticata funzionalità e congrua efficienza tecnica. Ed un Laboratorio esterno -en plein air- che si svilupperà su un’area di quattro mila metri quadri di fertile suolo agrario, per l’estensione pari ad un moggio nolano, l’antica unità di misura utilizzata  sull’intera area.

            Sono i due assetti d’impianto e configurazione, che, costituiranno il Polo 4 Food Lab, per le attività  sperimentali e lavoro, coordinate alla promozione e diffusione delle coltivazioni idroponiche, in virtù delle applicazioni delle innovative modalità tecnologiche dell’agricoltura 4.0 , per correlarsi, in specifico,  con lo sviluppo della filiera agroalimentare del territorio, e, al contempo, per favorire il miglioramento dei livelli di qualità delle produzioni, in tutt’uno con la vivibilità ambientale. E’ il profilo che identifica e connota limportante progetto formativo, concepito e messo a punto qualche anno fa  dall’Istituto statale dIstruzione superiore Ambrogio LeoneUmberto Nobile,  per il convinto impulso e la ferma volontà della dirigente, la prof.ssa Maria Teresa Palmieri donna di Scuola con spiccata sensibilità socioculturale e ben attenta a recepire le istanze delle giovani generazioni, prematuramente scomparsa lo scorso marzo.

Nola e territorio. Verso il Patto educativo di comunità. Le colture idroponiche e la green economy: ecco il Polo 4 Food Lab, il progetto formativo del Leone  Nobile
Maria Teresa Palmieri, la dirigente prematuramente scomparsa

 Un progetto, che, pur restando sospeso  tra le restrizioni emergenziali imposte dalla pandemia  della Sars-Cov2, ha conservato inalterata la posizioneleader  nella scala delle priorità di programmazione del  Settore tecnologico del presidio di via dei Mille che, com’è noto, fa leva sulle discipline curriculari per le Biotecnologie ambientali e su quelle specialistiche d’indirizzo Agrario, di cui il Polo 4 Food Lab, nella sostanza, rappresenterà uno degli elementi caratterizzanti e di sicura portata  attrattiva. E di passaggio torna utile evidenziare che il ventaglio degli indirizzi  formativi  del LeoneNobile  si completa sia con i Settori dedicati all’economia, al turismo, alla grafica e alla comunicazione, sia con i corsi di formazione per i Servizi commerciali, la Manutenzione e l’assistenza, le Produzioni tessili e sartoriali, oltre che con i corsi riservati all’indirizzo Odontecnico.       

             E’ il quadro di una variegata e consolidata offerta formativa, in cui la ritrovata normalità didattica postpandemia, fa  aprire il percorso per la  concreta attivazione del Polo 4 Food Lab, fin dal prossimo mese d’ottobre; un obiettivo su cui punta il neo-dirigente del LeoneNobile, il professore Vincenzo Serpico, che, nell’immediatezza dell’insediamento nelle funzioni dirigenziali, ha rilanciato con determinazione e in pieno il progettoPolo, accelerando l’allestimento del Laboratorio indoor proprio negli ambienti della succursale di viale Garibaldi, grazie alla disponibilità delle necessarie risorse economiche.  Un’operazione-volano da integrare,tuttavia, con il Laboratorio esterno, per la cui operatività si attende il completamento della procedura, che coinvolge, in particolare, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carlo Buonauro, nonché la Città metropolitana di Napoli e l’ Ufficio regionale scolastico della Campania, per le rispettive competenze. Va ricordato che l’ area destinata al Laboratorio esterno – già indicata dall’amministrazione comunale pro tempore, con sindaco Gaetano Minieri– si estende, come detto, per 4 mila metri quadri ed è costitutiva di un lotto di terreno confiscato dallo Stato ad un clan di camorra, con conferimento al patrimonio dell’Ente di piazza Duomo.

            Ora l’area va resa utilizzabile dall’ Isis di via dei Mille, per un iter già avviato e che dovrebbe concludersi in tempi relativamente ristretti, rendendo il Polo 4 Food Lab, un proficuo e reale supporto per la formazione dell’agricoltore 4.0. In realtà, dai circa 100 giovani che frequentano le classi dell’indirizzo agrario del LeoneNobile arriva la domanda del fare con competenza e professionalità ch’è anche e soprattutto domanda di opportunità di lavoro nel settore primario che sarà sempre più strategico e di vitale importanza. Una domanda che le Istituzioni sono chiamate ad esaudire, senza indugi e remore, tenendo presente  che il Polo 4 Food Lab veicola la “cultura del lavoro fondata sull’interazione tra i sistemi produttivi territoriali e l’acquisizione di una base di apprendimento polivalente  scientifico, tecnologico ed economico”, come si legge nella Carta della missione che, a suo tempo, il LeoneNobile s’è data. E’ il principio fondante del Patto educativo, per il quale la Scuola  promuove e diffonde le conoscenze per la cultura del lavoro, con cui si evolvono e sviluppano le comunità.