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Come purtroppo prevedibile, l’ordinanza sindacale che aveva imposto di chiudere la ballata entro le 6.30 del lunedì è rimasta inascoltata. Al di là del profilo giuridico e delle sanzioni da applicare, sarebbe il caso di mettere intorno a un tavolo tutti gli attori – Amministrazione, Fondazione, Diocesi, mondo gigliante, società civile, associazioni e corpi intermedi – per interrogarsi, anzitutto, sulla durata effettiva della ballata. È un problema di fruizione culturale di un bene immateriale UNESCO, prima che di ordine pubblico. Su cosa agire? Su un percorso che conosce troppi tempi morti; su esibizioni eccessive; sulla qualità delle canzoni; in generale, sul tornare a percepire la Festa come un momento di comunità, e non come una prova di forza tra paranze.
Intanto, il mese di luglio registra la seconda crisi politica in meno di un anno. Il Sindaco parla apertamente di ricatti che nulla hanno a che fare con la politica. I Consigli comunali su argomenti importantissimi come le tariffe TARI 2026 e l’affidamento del servizio di riscossione dei tributi vengono disertati da due terzi della maggioranza e si possono celebrare solo grazie alla presenza dei gruppi di opposizione. In un contesto del genere, è impossibile affrontare i problemi della Città e, visto che “tanto nasce quanno more”, della prossima Festa dei Gigli, prima che di quella appena trascorsa.
Come Partito Democratico, ci auguriamo che torni un senso di buona volontà, di responsabilità e di chiarezza. Siamo disposti a farci promotori e animatori di un serio dibattito in tal senso.
Il coordinatore cittadino, Giuseppe Lauri,
e il direttivo del circolo PD Nola “V. La Rocca”