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BAIANESE – Un territorio compatto, oltre 25 mila abitanti, servizi più efficienti e maggiore peso politico: è questa la prospettiva che alimenta il dibattito sulla possibile unione amministrativa dei comuni di Avella, Baiano, Sperone, Mugnano del Cardinale, Sirignano e Quadrelle. Se il progetto dovesse concretizzarsi, nascerebbe la seconda città della provincia di Avellino per popolazione, subito dopo il capoluogo.
Un’unità che esiste già nella vita quotidiana
Nella realtà di tutti i giorni, i confini tra i sei comuni appaiono sempre più simbolici. Scuole, attività commerciali, strutture sportive e servizi sono condivisi da cittadini che si muovono senza percepire divisioni amministrative. Famiglie intrecciate e tradizioni comuni raccontano un territorio che vive già come un’unica comunità.
Più popolazione, più diritti
Una città con oltre 25 mila residenti avrebbe un peso istituzionale decisamente maggiore. Gli amministratori locali e gli osservatori sottolineano che dimensioni demografiche più consistenti favoriscono:
l’ottenimento di finanziamenti regionali, statali ed europei
una pianificazione urbanistica coordinata
maggiore forza nei tavoli decisionali sovracomunali
In un contesto amministrativo sempre più orientato alle aggregazioni, la frammentazione rischia infatti di ridurre la capacità di incidere sulle scelte strategiche.
Sanità e servizi: la sfida principale
Tra i temi più sentiti emerge quello sanitario. Un comune unico potrebbe rafforzare la richiesta di:
un presidio sanitario territoriale efficiente
servizi di assistenza specialistica e medicina di prossimità
potenziamento delle emergenze e dei servizi sociali
In un’area densamente popolata, l’accesso ai servizi sanitari è percepito come una priorità non più rinviabile.
Istruzione e giovani: fermare l’esodo
L’assenza di un polo scolastico superiore completo costringe molti studenti a spostamenti quotidiani. Un’unica città potrebbe sostenere la creazione di un’offerta formativa più ampia, con indirizzi tecnici e professionali collegati alle esigenze del territorio.
Investire nell’istruzione significherebbe trattenere energie giovani e costruire opportunità locali.
Trasporti e mobilità
La posizione geografica del Baianese lo rende uno snodo naturale tra l’area nolana, il napoletano e l’Irpinia. Un’amministrazione unica potrebbe rafforzare la richiesta di:
potenziamento della Circumvesuviana
miglioramento del trasporto pubblico locale
interventi sulla viabilità e sicurezza stradale
soluzioni di mobilità sostenibile
La mobilità resta un fattore decisivo per lo sviluppo economico.
Turismo e patrimonio culturale
Il territorio vanta risorse di grande valore, a partire dall’Anfiteatro romano di Avella, dai palazzi storici e dalle tradizioni enogastronomiche locali. Una promozione coordinata potrebbe trasformare queste ricchezze in un volano economico, attirando visitatori e creando nuove opportunità occupazionali.
Identità locali e futuro condiviso
Uno dei timori più diffusi riguarda la perdita delle identità locali. Tuttavia, esperienze analoghe dimostrano che l’unione amministrativa non cancella tradizioni e campanili, ma consente di preservarli in un contesto più forte e organizzato.
Una scelta politica e culturale
L’eventuale nascita della “Città del Baianese” rappresenterebbe una scelta storica, capace di ridefinire equilibri amministrativi e prospettive di sviluppo. Il dibattito è aperto e coinvolge cittadini, associazioni e amministratori.
La domanda che attraversa il territorio è chiara: restare frammentati o unirsi per contare di più?
