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In vista delle prossime elezioni amministrative ad Avellino, il gruppo Radici e Futuro interviene nel dibattito interno al Partito Democratico, ponendo con forza la necessità di un metodo chiaro e condiviso nella costruzione del percorso politico.
Al centro della riflessione, il ruolo dei dirigenti chiamati a rappresentare il PD ai tavoli del cosiddetto “campo largo”. Secondo Radici e Futuro, è fondamentale che tali rappresentanti si presentino con un mandato politico definito, espressione della Direzione provinciale e quindi sostenuto da un confronto interno reale.
“Prima la Direzione, poi i tavoli”
Il gruppo evidenzia una criticità nei tempi del confronto politico:
«Un primo tavolo del centrosinistra si è già svolto lunedì, mentre un nuovo incontro è previsto per venerdì 27. Tuttavia, la Direzione provinciale è convocata solo per sabato 28».
Una scansione che, secondo Radici e Futuro, rischia di indebolire il ruolo del partito:
«È evidente che la Direzione debba svolgersi prima di qualsiasi ulteriore confronto, affinché il Partito Democratico possa presentarsi con una linea chiara e condivisa».
“Non è polemica, ma metodo”
Il documento sottolinea come la richiesta non abbia carattere polemico, ma riguardi il funzionamento stesso della politica:
«Nei passaggi decisivi, la qualità delle scelte dipende dalla qualità del confronto».
Viene inoltre segnalata una tendenza interna al PD:
«Talvolta si riducono gli spazi di discussione: è un errore. La politica non è una somma algebrica, ma un processo di costruzione in cui dialettica e coinvolgimento sono determinanti».
“Discutere nomi, metodo e linea”
Radici e Futuro chiede che la Direzione provinciale diventi il luogo centrale della decisione politica:
«È lì che vanno affrontati nomi, metodo e linea con cui il Partito Democratico intende presentarsi al tavolo del centrosinistra».
Una richiesta che va oltre la scelta dei rappresentanti:
«Non si tratta solo di decidere chi rappresenta il partito, ma quale proposta politica costruire per Avellino».
“Decisioni fuori dalla Direzione non vincolanti”
Infine, la presa di posizione si fa più netta sul piano politico:
«Eventuali decisioni assunte al di fuori della Direzione provinciale non potranno essere considerate vincolanti».
E la conclusione è chiara:
«Come Radici e Futuro, non saremo disponibili a ratificare scelte che non siano il risultato di un percorso condiviso e trasparente».
Un passaggio decisivo per il centrosinistra
Il documento si inserisce in una fase cruciale per la costruzione del fronte progressista in vista delle amministrative. Il tema del metodo e della partecipazione interna diventa così centrale quanto quello dei nomi e delle alleanze.
Per Radici e Futuro, la credibilità del Partito Democratico passa da qui: dalla capacità di costruire una linea politica condivisa prima di ogni confronto esterno.