NOLA. AL “MASULLO-THETI” INCONTRO CON L’AUTORE

NOLA. AL “MASULLO THETI” INCONTRO CON L’AUTORE

SALVATORE STRIANO ATTORE VERSATILE E DI FINE SENSIBILITA’ HA PRESENTATO “LA TEMPESTA DI SASA’”,  ROMANZO AUTOBIOGRAFICO CHE RIVISITA LA STORIA VIOLENTA DEL CLAN “TESTE MATTE”.IL RUOLO DELL’ARTE E DELLA LETTERATURA PER LA RISCOPERTA DELLA DIGNITA’ DI PERSONA E DI CITTADINO NELLA SOCIETA’. 

Dalle note di cronaca di Carmela Minieri,  V Cafm 

NOLA. AL “MASULLO THETI” INCONTRO CON L’AUTORE“La tempesta di Sasà”: un romanzo che descrive la rinascita di un detenuto  che ha confidato nella letteratura e nell’arte. Questo il tema principale del romanzo, oggetto dell’incontro-dibattito  che, giovedì 25 gennaio 2018, ha visto coinvolte le classi VCa, VBa, IVBa e IVAa dell’ ITCG “MasulloTheti” di Nola, accompagnate rispettivamente dalle professoresse Rosa Meo,Tiziana De Sapio, Ersilia Nappi e Annamaria Sgambati per l’incontro con lo scrittore Salvatore Striano.

Ad aprire il convengo la prof.ssa Susy Barone, referente degli Incontri con l’autore, organizzati nel nostro Istituto da più di dieci anni. Ha poi preso la parola Salvatore Striano che ha subito interagito con i presenti in maniera affabile e accattivante, sottolinendo di essere nato in una delle zone di Napoli dove a “governare  la vita delle persone” era -ed è,purtroppo- la malavita organizzata. Motivo per il quale lo scrittore si è avvicinato al mondo dell’illegalità  all’età di nove anni, con piccoli furti che, col passare del tempo, si sono trasformati in rapine organizzate, finendo così per far parte del clan delle “Teste Matte” protagonista della malavita napoletana. Questo percorso di vita lo ha portato ad essere  condannato più volte, fino a  tentare la latitanza in Spagna, dove, poi è stato arrestato..

Il romanzo “La tempesta di Sasà “ è  un testo autobiografico che  traccia la rinascita dello stesso autore, dal carcere madrileno sino ad arrivare ad essere un attore versatile, diretto da registi famosi e importanti che hanno intuito il suo innato talento per il cinema e  per il teatro.

Più  e più volte, Striano ha ribadito che le sue “armi di sgalvezza” sono state l’ Arte e la Letteratura e che, grazie ad esse, ha avuto modo di ritrovare la strada della libertà interiore e personale.

Molte sono state le tematiche affrontate nella discussione che si è avuta tra Striano ed i giovani presenti, tra cui la nascita di baby gang che attualmente terrorizzano le zone periferiche  di Napoli. A tal proposito, Striano ha affermato che, per sentirsi veramente “guappi”, bisognerebbe compiere gesti benevoli nei confronti dei più deboli, difendendoli o tendendo loro una mano, senza ricorrere a violenze gratuite, credendo così di ottenere il rispetto con la forza e la prepotenza.

Altri interventi poi hanno portato Sgtriano a soffermarsi sull’importanza dell’istruzione e del diritto di ognuno di potere ritrovare la giusta via, cercando di rimediare a quanto commesso.

Lo scrittore ha infatti ribadito che l’istruzione e la difesa dei diritti sono i pilastri fondamentali  per creare una società giusta e rispettosa della  legalità, che non si faccia intimorire dai pregiudizi di cui vive e che dia il giusto peso alle persone ed alle cose.

Striano ha gridato a gran voce l’obbligo di perseguire la legalità e la giustizia, in una società che si nutre di valori che non rispecchiano affatto la ricerca di uguaglianza e di solidarietà. Ha ribadito che, grazie all’avvicinamento alla Letteratura e, in  modo particolare alle opere di Shakespeare, è  riuscito ad aprire la sua mente ad una nuova visione della vita, allontanandosi da un  mondo dove  regnava  l’ignoranza e l’oscurità interiore; riuscendo così ad inserirsi in una realtà fatta di amore per la conoscenza e il rispetto di sé.

Proprio per combattere l’ignoranza, lo scrittore ha invitato i giovani a non farsi conquistare dai falsi miti e dalla vita facile. Ha sottolineato che i veri modelli da seguire sono i padri di famiglia che con perseveranza, sacrificio e impegno costante,  lavorano per guidare i propri figli sulla giusta strada da seguire.

Dall’incontro, noi giovanii abbiamo potuto comprendere che giorno dopo giorno ci viene offerta la possibilità di scegliere una vita degna di essere chiamata tale, legata a valori come giustizia, libertà e solidarietà,  che solo l’istruzione  può darci,  perché nei libri c’è tutto un mondo di sentimenti, emozioni e battaglie da vincere con se stessi ed il mondo circostante, per giungere alla propria realizzazione personale.

Spesso si perde di vista il vero senso della vita e si accettano magari persone che tacciono di fronte all’illegalità e alle ingiustizie,  mentre si condannano coloro che, affrontando un percorso rieducativo, si reinseriscono nella società, proprio come ha fatto Salvatore Striano.

Ecco perché bisogna aiutare tutti quei ragazzi che, molto spesso, perdono di vista i veri valori, ed, annebbiati dal facile guadagno, si avvicinano a chi può dare loro una vita  economicamente ricca, ma sterile, fatta di solitudine e di paure, derivanti da un’esistenza apparentemente attraente, in realtà costituita da  dolore e da sofferenze di ogni sorta, perché in una vita del genere vacillano l’amicizia,  la lealtà, l’amore. Si è semplicemente: “soli” con i propri tormenti.

La storia di Salvatore Striano, quindi,  vuole metterci in guardia da chi con tante parole ci  promette il paradiso, ma in realtà ci sta offrendo un inferno dal quale  è lungo,  faticoso e sofferto uscire.