Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo”

Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo”

di Francesco Piccolo

Nato nel marzo del 1984 dalla voglia di un gruppo di amici di creare qualcosa di diverso dal solito bar. Pochi mezzi, una stanza sullo Stradone, conferenze, sport, cene e tanta voglia di stare insieme: il ricordo di una piccola ma intensa stagione della Mugnano degli anni Ottanta

MUGNANO DEL CARDINALE – Tutto cominciò nel marzo del 1984, quasi per caso, durante una chiacchierata in piazza.

L’idea, in fondo, era semplice: perché non trovare un posto tutto nostro, dove incontrarci e fare qualcosa di diverso dal solito bar?

Da quella domanda nacque il Circolo culturale “Il Dialogo” di Mugnano del Cardinale.

Tra coloro che diedero impulso all’iniziativa, trasformando quell’idea in qualcosa di concreto, c’erano Antonio Canonico, Nicola De Iudicibus, Carmine Bianco e il professor Paolo Romano. Alla presidenza del Circolo venne scelto Candido Cuomo.

Serviva innanzitutto una sede. Venne trovata sullo Stradone, nei pressi del ristorante Ca’ sta Saverio, della famiglia Miro, in un locale di proprietà del professor Crocetti.

Non era un appartamento, non c’erano stanze nelle quali realizzare una biblioteca, scaffali pieni di libri o una vera sala per le attività. C’erano sostanzialmente uno stanzone e un bagno.

Ma bastava.

Perché in quegli anni, prima ancora dei mezzi, c’era la voglia di fare.

Il Circolo venne arredato praticamente pezzo dopo pezzo. Alcuni mobili usati furono recuperati grazie alla disponibilità di Carmine Ferrara e della sua famiglia. Poi ognuno mise quello che poteva: chi portò un televisore, chi delle sedie, chi un mobile, chi qualcos’altro che potesse tornare utile.

Non c’erano grandi disponibilità economiche. Si faceva tutto in economia.

Prima venivano le idee. Poi, in qualche modo, si trovavano anche le sedie.

Sistemato il locale, bisognava dare un’identità a quell’esperienza. Venne così redatto uno statuto che stabiliva con chiarezza la natura del Circolo: nessuno scopo di lucro e nessuna finalità partitica.

Gli obiettivi andavano però oltre: contribuire allo sviluppo culturale e civile dei cittadini, promuovere i valori della democrazia e della solidarietà e difendere le libertà civili individuali e collettive.

Parole importanti per un’associazione nata quasi dal nulla in una stanza di Mugnano.

Il primo nucleo era ristretto, ma con il passare del tempo “Il Dialogo” cominciò ad allargarsi.

Tra i componenti c’erano il prof. Antonio Canonico, Nicola De Iudicibus, Carmine Bianco, il prof. Paolo Romano, Pasquale Accetta, Franchino Barbati, il dott. Carmine Ferrara, il prof. Mimì Vasta, Giuseppe Valentino, Andrea Tedeschi, Antonio Litto, Antonio Mugnano e il prof. Saverio Miro, figlio di Lumeno, della famiglia del ristorante Ca’ sta Saverio.

Successivamente si avvicinarono altri giovani e amici, tra i quali Carmine Petrillo, Stefano Canonico, Mario Marsella e Luigi Miro.

Età diverse, professioni diverse, storie diverse.

Ma soprattutto un gruppo di amici molto affiatato.

Alcuni di loro, purtroppo, oggi non ci sono più. Restano però nelle fotografie: seduti intorno a una tavola, schierati su un campo di calcio, stretti gli uni agli altri durante una serata.

Perché “Il Dialogo”, prima ancora delle iniziative culturali, fu questo: un posto nel quale si stava bene insieme.

C’erano le partite a carte e gli immancabili tornei di scopone scientifico. C’erano le cene nei ristoranti della zona, le serate trascorse a parlare, le risate e le chitarre che prima o poi saltavano fuori.

Ma il gruppo non volle fermarsi lì.

Una delle iniziative più significative fu una conferenza dedicata al tabacco, organizzata proprio nella sede del Circolo.

Si parlò della storia della pianta e della sua coltivazione, ma anche dell’altra faccia del tabacco: la dipendenza dalla nicotina, il tabagismo e le conseguenze del fumo sulla salute.

Relatori dell’incontro furono i dottori Pietro Bianco e Carmine Ferrara e il geometra Carmine Bianco, ciascuno con il proprio contributo e le proprie competenze.

Quella sera il piccolo locale sullo Stradone diventò davvero ciò che i fondatori avevano immaginato: un luogo nel quale incontrarsi per conoscere e discutere.

L’iniziativa richiamò anche l’attenzione della stampa locale. Tra i presenti c’erano Alfonso D’Andrea e Gianni Amodeo, figure di un giornalismo mandamentale che negli anni Ottanta ebbe un ruolo importante nel raccontare la vita dei paesi.

Era un periodo nel quale nel Baianese si respirava una particolare voglia di scrivere, discutere e fare informazione.

Da quel fermento sarebbe nata qualche anno più tardi anche l’esperienza del giornale “L’Alba”, che coinvolse persone di Mugnano e Avella. Tra coloro che furono vicini a quell’esperienza, sostenendola e condividendone lo spirito, ci furono anche Andrea Canonico, Francesco Rozza e Alfonso Canonico.

Ma quella merita una storia a parte.

“Il Dialogo” organizzò anche un altro incontro di notevole interesse presso l’asilo parrocchiale di Mugnano del Cardinale.

Questa volta al centro dell’attenzione ci fu la metodica di Ilizarov, tecnica ortopedica che proprio in quegli anni cominciava a essere conosciuta anche in Italia. All’iniziativa contribuirono, tra gli altri, Carmine Ferrara e l’ortopedico Pasquale Acierno di Baiano.

Tra il pubblico sedeva anche Carmine Valentino, maestro elementare di alcuni degli organizzatori.

Per quegli ex alunni diventati ormai adulti, vedere il proprio maestro seduto ad ascoltare un incontro organizzato da loro rappresentò una soddisfazione particolare.

Poi c’era l’altra anima del Circolo.

Quella più semplice, spontanea, allegra.

Nel 1985 venne organizzata una festa di fine anno al ristorante da Gigione, alla quale parteciparono anche mogli, fidanzate, familiari e amici.

Fu uno dei tentativi di aprire maggiormente il Circolo alla presenza femminile. E proprio la partecipazione quasi esclusivamente maschile resta uno dei limiti che chi visse quell’esperienza riconosce oggi con sincerità: probabilmente anche il risultato di una mentalità che apparteneva a quella generazione e a quegli anni.

E poi c’era lo sport.

“Il Dialogo” mise insieme una propria squadra di calcio, partecipando ai tornei disputati sul campo sportivo di Mugnano.

Una delle fotografie conservate di quella squadra ha oggi un valore che allora nessuno poteva immaginare. Dietro ai calciatori si vede infatti com’era il campo sportivo di Mugnano a metà degli anni Ottanta, quando le strutture erano ben lontane da quelle che conosciamo oggi.

Il calcio diventò anche occasione per uscire dal paese. Il gruppo organizzò una trasferta a Volla, in provincia di Napoli, dove la squadra del Circolo affrontò una rappresentativa della scuola media locale.

E poi di nuovo tutti insieme.

Calcio, conferenze, carte, cene, chitarre. E soprattutto amicizia.

Sono le fotografie a raccontare oggi ciò che le carte ufficiali non potrebbero mai restituire completamente.

Ci sono le tavolate da Ca’ sta Saverio, la festa da Gigione, una chitarra suonata dopo cena, i bicchieri sul tavolo, la squadra di calcio, gli amici in posa davanti all’obiettivo.

Fotografie nelle quali, a più di quarant’anni di distanza, viene quasi spontaneo fermarsi per cercare un volto e pronunciare un nome.

Sono istantanee di un’altra Mugnano.

Una Mugnano senza telefoni cellulari e senza social network, nella quale incontrarsi significava davvero uscire di casa, aprire una porta e sedersi nella stessa stanza.

“Il Dialogo” non riuscì probabilmente a diventare tutto ciò che i suoi promotori avevano immaginato.

Gli spazi erano quelli che erano. Le disponibilità economiche erano poche. Molti di quei giovani avevano appena cominciato a lavorare e non esistevano gli strumenti e le possibilità di oggi.

Eppure qualcosa riuscirono a costruirlo.

Un luogo.

Un posto dove entrare la sera e lasciare, almeno per qualche ora, i problemi fuori dalla porta.

Poi arrivò la vita.

Qualcuno si sposò, qualcuno cambiò lavoro, qualcuno lasciò Mugnano. Gli impegni aumentarono, le strade personali cominciarono inevitabilmente a dividersi e, verso la fine degli anni Ottanta, quella stanza si svuotò.

L’esperienza del Circolo culturale “Il Dialogo” finì così.

Senza grandi cerimonie.

Ma non tutto ciò che finisce scompare.

Sono rimaste le fotografie. Sono rimasti i nomi. Sono rimaste le serate. E soprattutto è rimasto il ricordo di persone vive, genuine, capaci di affrontare la vita con allegria, per le quali stare insieme significava anche dimenticare per qualche ora i problemi di tutti i giorni.

Una tavolata. Una partita di calcio. Una chitarra.

Un televisore portato da casa.

Qualche mobile recuperato.

Una stanza riempita un pezzo alla volta.

E tanti amici.

Forse “Il Dialogo” non cambiò Mugnano. Ma per alcuni anni diede a un gruppo di mugnanesi un posto nel quale incontrarsi, discutere, ridere e immaginare qualcosa di diverso.

E per cominciare, nel marzo del 1984, bastò una stanza.

Alla prossima puntata di “Storie di casa nostra”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          Si ringrazia il prof. Paolo Romano per il prezioso contributo alla ricostruzione della memoria storica del Circolo culturale “Il Dialogo” e per le fotografie messe a disposizione.          Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo” Mugnano, quando bastava una stanza per provare a cambiare il paese: la storia del Circolo “Il Dialogo”