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Il 28 agosto, a Benevento, nella piccola piazzetta del Vicolo Noce, meglio conosciuta come: “ vicolo degli artisti “, si è tenuta una interessante e particolare serata, promossa dal CSV Irpinia Sannio ETS , che ogni anno a fine agosto tiene questo convegno, che quest’anno ha come tema l’inclusione.
Erano presenti : Carmen Coppola – ( Assessore alle politiche sociali del Comune di Benevento ), Raffaele Amore – ( Presidentee del CSV Irpinia Sannio Ets ), Clelia De falco – ( Presidente UICI di Benevento ), Mario Ferraro – ( Imprenditore e autore di Costruire per Decostruirsi ), Umberto Cristadoro – ( Presidente ACLI Metropolitane di Napoli / Centro Servizi Volontariato partenopeo ), Pasquale Orlando – ( Dirigente e consigliere nazionale Fap Acli e Consigliere CSV Irpinia Sannio ETS) e Antonietta Raduazzo ( Consigliere CSV Irpinia Sannio ETS ). Ha moderato gli interventi Giuseppe Chiusolo – ( Giornalista, Regista e coordinatore campagne di comunicazione integrata).
I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Chiusolo, il quale come negli anni precedenti è stato il deus ex machina, della serata. Gli interventi succedutisi sono stati tutti centrali al tema del convegno, di cui ne riportiamo qualche piccola sintesi, per mancanza di spazio:
Carmen Coppola, “ come assessore, ha portato i saluti istituzionali suoi e dell’Amministrazione Comunale, illustrando anche la sinergia in atto, tra il comune e il terzo settore, sul fronte dell’inclusione “.
Clelia De Falco, presidente dell’UICI di Benevento: “ si è espressa, sulle differenze sostanziali fra le tecnologie assinstenziali tradizionali e moderne, e i limiti, delle norme sull’accessibilità che vanno salvaguardate “.
Pasquale Orlando : “ c’è la difficoltà della vita, il disagio delle situazioni da creare, la povertà e dentro a questo percorso complicato e difficile, la via di uscita è la consapevolezza personale di mettere in campo il problema e in qualche modo affrontarlo con le armi che si hanno a disposizione, con la capacità che personalmente hai. E questo un pò, l’itinerario di questo libro, in cui non tutto va finire bene e non tutto va a finire male, non c’è una morale etica. C’è un tentativo, di mettere in carico le questioni che conosci, e, che puoi affrontare, ogniuno con le proprie responsabilità. E’ necessario, che le forze economiche, sociali abbiano un motu proprio, non possiamo aspettare solo le istituzioni, cioè non bastano solo i soldi pubblici, ma c’è bisogno di una grande iniziativa del volontariato, e il CSV è su questa strada “.
Umberto Cristadoro: “ ha illustrato quello che l’ACLI e il CSV portano avanti. Ha anche detto di aver ritrovato, in quello che precedentemente aveva sentito, da chi l’aveva preceduto, la sua concezione di concepire il terzo settore. E si auspica, un futuro in cui mettere prima l’attenzione primaria alla diversità. Ma, in modo naturale, non un obbligo da rispettare “.
Mario Ferraro, l’autore del romanzo Costruire per Decostruirsi: “ ha parlato della responsabilità che sente, da imprenditore, che l’ha costretto ha ripensare il suo modo di essere. Nel mondo attuale in cui oggi si vive “.
Il convegno, si è chiuso con Maddalena Villacci, non vedente, che ha letto in Braille, la prefazione e alcune parti del libro Costruire e Decostruirsi. Nel parterre, erano presenti anche altri rappresentanti, dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Carmine Martino


