La Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll’adda fà chesta Crianza; ognuno adda tené chistu penziero.

Così inizia  la famosa poesia di Totò scritta in occasione del Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum.

Anche quest’anno ci avviciniamo alla mesta ricorrenza.

Si inizia già qualche settimana prima a tirare a lustro il cimitero. Ad adornarlo di luci, ceri accesi  e fiori. Ci si appresta così a riorganizzare lo splendore della forma del luogo del silenzio per il giorno dedicato alla memoria di tutti i defunti e consacrato alla preghiera in loro onore. Si celebra il 2 novembre, il giorno successivo alla solennità di Ognissanti. È una ricorrenza molto sentita, ma non figura nel calendario come festività civile.

Il colore liturgico è il viola, lo stesso utilizzato durante la celebrazione delle esequie e durante la Quaresima, in linea con il carattere funereo che questa ricorrenza ha assunto nell’Occidente moderno.

Onorare i propri defunti e perpetuarne la memoria è qualcosa di ancestrale che risale alle epoche più remote, ma la commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti in epoca cristiana risale al X secolo.

Il rito prese avvio da un abate di Cluny, il maggiore centro monastico del Medioevo, e venne esteso a tutta la Chiesa cattolica attorno al XIV secolo. Venne chiamato inizialmente Anniversarium omnium animarum.

Durante questa giornata è consuetudine partecipare alla messa in suffragio dei defunti, andare in processione al cimitero e in tale occasione assistere alla benedizione delle tombe. Una tradizione che si mantiene nel tempo ma che dovrebbe essere un sentimento per i cari da onorare per tutto l’anno e non una sola una volta come capita per tanti ormai. E l’appello va anche alle amministrazioni locali che per la commemorazione si apprestano a lustrare i cimiteri in occasione della festa.

Quest’anno ricordare i defunti sarà tristemente legato anche alle morti per le guerre che stanno colpendo l’umanità. Un pensiero sarà per i bambini, anime innocenti.

Nunziata Napolitano